Case pubbliche, «Isee a 20 mila in entrata. Per la permanenza lavoriamo sulle proiezioni» VD

Entro l’11 ottobre la giunta presenterà modifiche in seconda commissione. Quindi si aprirà un dibattito in Consiglio regionale. Lanzarin: «Nessuno buttato fuori dall'alloggio»

Presidio al Consiglio regionale veneto

Associazioni di inquilini, sindacati, comitati e cittadini, tutti con bandiere, qualcuno con megafono, più di 100 persone davanti alla sede del Consiglio regionale del Veneto, martedì, per un nuovo presidio contro la legge 39 del 2017 sulle case pubbliche. Una legge che ha stretto le maglie dell'accesso e della permanenza, facendo partire l'estate scorsa più di un migliaio di lettere di sfratto, solo per le case Ater, in provincia di Venezia, circa 700 per gli alloggi del Comune. Una delegazione di sindacati e comitati è stata ricevuta dall'assessore al Sociale e alla Sanità, Manuela Lanzarin.

Le proiezioni

«Nessuno verrà buttato fuori di casa - ha precisato Lanzarin al termine dell'incontro -. Per gli inquilini come gli anziani che hanno messo via qualcosina e non possono permettersi alternative, ci saranno dei correttivi a cui stanno già lavorando i 7 gruppi tecnici proprio per dare serenità a queste persone. Non abbiamo ancora le nuove soglie Isee perché stiamo lavorando con alcune proiezioni, che poi si concretizzeranno in provvedimenti. Venezia ha un tavolo speciale che continuerà a lavorare per formulare proposte specifiche, che al momento non ci sono sulla residenzialità e le problematiche della città che, per il momento, avrà lo stesso trattamento delle altre province. Sull'Isee di permaneneza e uscita ho dato mandato di fare diverse proiezioni con diversi scaglioni - 26 mila, piuttosto che 28 mila - vedremo l'impatto e poi prenderemo le decisioni. L'Isee di entrata resta a 20 mila, perché come si è visto funziona. Le 400 case che abbiamo assegnato da marzo a oggi, con canone medio di 70-80 euro, sono state destinate a persone che avevano effettivamente bisogno». 

I dati Provincia e Comune

«Un milione e 922 mila euro sono i soldi che alla Regione arrivano con gli aumenti del canone Ater ai nuclei con Isee superiore a 20 mila, e inferiore a 30 mila, in provincia di Venezia. Un milione e 770 mila le entrate dai rincari degli affitti Ater alle famiglie con Isee superiore a 30 mila, un ammontare quindi di oltre 3 milioni e mezzo di euro - dice Daniele Giordano della Cgil veneziana -. Nelle case Ater della provincia, con Isee tra 20 e 30 mila euro, abbiamo 474 nuclei con disabilità, 856 con disabili in casa e almeno un anziano con più di 75 anni, e 1253 nuclei che hanno ricevuto lo sfratto e l'aumento del canone. In base alle nostre proiezioni, per poter tenere queste famiglie all'interno del beneficio della casa pubblica, mantenendo gli affitti sotto i valori del mercato privato, occorre portare la soglia Isee a 30-35 mila euro. Soglie inferiori, a 26 o 28 mila euro, come quelle di alcune proiezioni, rischiano di escludere fragilità importanti». «I nuclei degli alloggi comunali che hanno lo sfratto sono 680, con Isee tra 20 e 30 mila euro - dice l'assessore alla Mobilità Renato Boraso - Più altri 8-900 dell'Ater, a Venezia. È gente che mi chiama disperata. C'è una famiglia con marito e moglie, lei è malata di cancro e lui non dorme più di notte - racconta l'assessore che ha cercato di aver accesso al tavolo in Consiglio regionale ma non gli è stato consentito di entrare assieme alla delegazione.

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Le franchigie

«Gli interventi che ci aspettiamo – proseguono Nicola Criniti della Cisl e Mario Ragno Uil - devono salvaguardare le famiglie che con l’applicazione della legge attuale si troverebbero ad affrontare una situazione spesso insostenibile. Si possono fare ragionamenti diversi sull'Isee e gli scaglioni, se la Regione mette la franchigia ai trattamenti di fine rapporto, ai risarcimenti assicurativi, e al possesso di quote di immobili minime e non remunerative - stesso discorso vale in caso di - introduzione di tutele per anziani, disabili e categorie deboli sul rischio di una mobilità territoriale che li priverebbe di relazioni sociali consolidate. Chiediamo che la politica regionale intervenga con un serio piano di investimenti edilizi pubblici, altrimenti la legge, anche se modificata, non andrà risolvere questa emergenza. Una parte dei fondi sono già stanziati con 16 milioni  - ricorda Criniti - per le politiche di recupero urbano che la Regione dovrebbe destinare agli immobili».

Coabitazione e lavori

Di sperimentazioni di esperienze di coabitazione parla il presidente del comitato del quartiere Pertini, Giorgio Rocelli. «Se ci sono abitazioni grandi e abbiamo tanti anziani soli, mettiamoli un po' assieme, facciamo in modo che si curino tra loro, si facciano compagnia e si diano una mano - dice Rocelli ma sottolinea, al termine dell'incontro - noi vogliamo che la legge venga bloccata, assurdo pensare di bastonare gli affittuari perché la Regione raccolga in Veneto 21 milioni di euro», magari per ristrutturare gli stessi alloggi pubblici. «Costruiti con il contributo in busta paga dei lavoratori, come nel caso delle case Gescal, e che gli stessi lavoratori, o ex lavoratori, ora vanno a sistemare a spese loro», lamenta qualche anziano assieme al consigliere Claudio Sinigaglia del Pd che ricorda: «Di certo la Regione non ha tenuto conto delle migliorie, agli infissi, ai pavimenti, agli intonaci, che sono state apportate da diversi inquilini che hanno investito a spese proprie». «Questa legge è dannosa, anche se dicono che non metteranno nessuno per strada - dice Ragno - dovevano esserci verifiche sugli effetti di questa legge, prima che venisse applicata». 

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Le firme raccolte contro la legge

«Va modificato anche l'Isee di accesso, a 20 mila euro è troppo basso - dice Sinigaglia - un cane che si morde la coda. Se entro 5 anni devo presentare un Isee, ed è un po' più alto, perdo di nuovo il beneficio della casa, quindi finisco nel mercato privato, poi di nuovo divento più povero, quindi il mio Isee si abbassa e torno a far domanda per aver accesso alla casa pubblica. Stanno veramente succedendo delle cose incredibili - commenta Sinigaglia - perfino gente che nasconde i soldi per timore di perdere l'alloggio. Abbiamo già raccolto nelle diverse province 5 mila firme per abrogare la legge e proseguiremo. Abbiamo la certezza che sia profondamente sbagliata. Vengono conteggiate nell'Isee cose assurde, anche le indennità di accompagnamento che dovrebbero allegerire il parametro, non aumentarlo. Situazioni imbarazzanti che non riusciamo a capire come mai non siano state considerate prima». Intanto il coordinamento regionale Inquilini Erp domani presenta in Scoleta dei Calegheri a San Tomà la manifestazione regionale di sabato con corteo dalle 10 a piazzale Roma.

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