Case pubbliche e legge regionale, lettera per un Consiglio comunale straordinario

La richiesta di convocazione entro 20 giorni a firma dei consiglieri Pd, 5 Stelle, Gruppo Misto e Lista Casson

Consiglio comunale, archivio

Dopo le manifestazioni per il clima venerdì a Venezia, sabato sono arrivati da tutta le regione i dimostranti del coordinamento Inquilini contro la legge regionale, che ha modificato le formule per il calcolo degli affitti delle case pubbliche, aumentanto migliaia di canoni e dando due anni di tempo per trovare un altro alloggio ad altrettante migliaia di affittuari di tutte le province. In quella veneziana ne sono state consegnate circa 1700 di queste missive, tra case comunali e alloggi Ater. Dopo la marcia degli inquilini da piazzale Roma a campo San Geremia è partita una richiesta di Consiglio comunale straordinario, da convocare entro 20 giorni, firmata da: Monica Sambo, Sara Visman, Renzo Scarpa, Giovanni Pelizzato, Emanuele Rosteghin, Davide Scano, Ottavio Serena, Francesca Faccini, Nicola Pellicani, Elena La Rocca, Rocco Fiano, Bruno Lazzaro (Pd, 5 Stelle, Gruppo Misto, Lista Casson), «con ordine del giorno: analisi delle problematiche relative agli effetti sugli inquilini degli alloggi Erp, situati nel Comune di Venezia, a seguito dell'applicazione del regolamento regionale 4 del 2018, emanato dopo la legge regionale 39 del 2017». L'assessore comunale alla Mobilità Renato Boraso, che in un primo momento si era autosospeso dall'incarico per protesta contro il provvedimento, è poi rimasto in carica continuando a denunciare la situazione di molte famiglie «circa 700» a Venezia, come da lui precisato. «Non accettiamo che il Comune non prenda posizioni in merito - ha spiegato Sambo, al tavolo organizzato dalla Camera del Lavoro di via Ca' Marcello a Mestre, venerdì -. Il fatto dell'avvicinarsi delle amministrative della primavera del 2020 di certo non può essere motivo per evitare di discutere della questione in Consiglio. Molti altri sindaci si sono già espressi in merito», ha detto Sambo.

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Nuclei tecnici, soglie e proiezioni

Martedì scorso sindacati Cgil, Cisl e Uil e comitati, come quello del quartiere Pertini di Mestre, hanno presidiato la calle del palazzo Ferro Fini del Consiglio regionale a San Marco, finché una delegazione non ha potuto incontrare l'assessore al Sociale Manuela Lanzarin. Ferma la sua posizione a difesa della disposizione regionale. La soglia dei 20 mila euro lordi all'anno «funziona e sta dando risultati» ha detto, per poter avere diritto a entrare in una casa pubblica. Per la permanenza invece ha spiegato che sono allo studio, da parte dei 7 nuclei tecnici di analisi, uno per provincia, istituiti da agosto, i casi che presentano criticità: persone anziane sole o con disabilità, famiglie in difficoltà. Entro il 30 settembre saranno proposti eventuali aggiustamenti. «Ho dato mandato di fare delle proiezioni - ha spiegato martedì Lanzarin: 26 mila, piuttosto che 28 mila. Nessuno sbilanciamento in merito alle soglie che si stanno sperimentando -. Vedremo l'impatto e poi prenderemo le decisioni». Non è mai emerso se questi ricalcoli riguarderanno solo casi specifici o saranno applicati come correttivi alla legge in generale, come modifica al parametro dell'Isee a 20 mila anche per conservare il diritto alla casa pubblica. L'assessore Lanzarin ha detto anche che nei primi 10-15 giorni di ottobre i ricalcoli verranno portati in seconda Commissione e che da lì torneranno per la decisione finale e il dibattito, in Consiglio regionale.

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