Ater: «A breve pronti gli alloggi per le famiglie che hanno dovuto lasciare viale Venezia»

Portogruaro: entro due settimane saranno assegnati gli appartamenti agli inquilini delle abitazioni pubbliche, entro un mese anche ai privati. Speranzon: «L'edificio non era sicuro». Si valuta il restauro

Si lavora per cercare di ridurre al minimo i disagi degli inquilini che hanno dovuto lasciare il condominio in viale Venezia, a Portogruaro, e sono ospitati in vicine strutture ricettive o da amici e parenti. L’Ater, proprietaria di due terzi dell’edificio, e il Comune di Portogruaro, hanno comunicato l'intenzione di «andare incontro a tutti gli ex residenti anche sul fronte del vitto», in particolare cercando di attivare una convenzione con una mensa di una vicina struttura assistenziale.

Soluzioni provvisorie

L’edificio di viale Venezia presenta delle criticità strutturali che sono state riscontrate da un’indagine strumentale e geotecnica: una perizia voluta dall’Ater nei mesi scorsi per valutare la sicurezza e la vulnerabilità sismica del fabbricato che ospita 18 alloggi. Di questi, 11 sono di proprietà all’Ater (7 alloggi abitati, 4 vuoti); altri 7 sono di proprietà privata, 4 ceduti direttamente dalla Gescal (acronimo di GEStione CAse per i Lavoratori) nel 1967 e 1968, e altri 3 ceduti da Ater nel 2000 e 2001, in attuazione di vendite preliminari con pagamento rateale sottoscritte negli anni 1980 e 1981. Ad alloggiare nelle strutture ricettive con prima colazione, ad oggi, sono 8 nuclei familiari, in tutto 19 persone. Nove di queste sono inquilini degli alloggi pubblici Ater dell’edificio, e 10 sono residenti degli alloggi privati.

Edificio pericoloso

Secondo il presidente dell'Ater, Raffaele Speranzon, la perizia svolta sull'edificio «si è rivelata fondamentale per tutelare l’incolumità dei residenti. Ci siamo mossi subito individuando appartamenti alternativi e avvertendo le imprese per i lavoro necessari. I tempi di attesa saranno brevi: si va da un paio di settimane ad un tempo massimo di circa un mese. Questo edificio, costruito negli anni ’50, non è più sicuro e sono in corso tutte le valutazioni tecniche per capire come sia meglio agire».

Restauri

L’Ater ha proposto ai proprietari privati una permuta delle abitazioni non più sicure, mentre ai residenti degli alloggi popolari è stato spiegato che entro poche settimane sarà assegnata loro una nuova casa. L’edificio, che interessa i civici 22, 24 e 26, è in fase di messa in sicurezza, ma prima di stabilire quale sarà il suo destino si procederà con le verifiche e le ispezioni per capire se sia possibile un recupero restaurativo straordinario. Ad una prima stima, un intervento di rafforzamento su fondamenta, murature e solai costerebbe oltre un milione di euro, cifra che andrebbe suddivisa tra i proprietari privati e l'Ater.

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