menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Screening case di riposo, si usano kit anticorpali e tamponi. Ecco tutti i contagi

La conferma della Regione: «Utilizzati test rapidi. Poi si procede con il tampone». Ulss3 e Ulss4: oltre 200 contagiati fra gli ospiti. Quasi 100 gli operatori con saggio positivo al Covid-19

Verso le case di riposo, le strutture residenziali, gli ospedali di comunità e le rsa (residenze assistenziali), ora l'attenzione è massima. La Regione ha chiesto alle direzioni sanitarie di redigere un piano di rischio e di tracciare un quadro della situazione nei territori di competenza, con i contagiati, fra ospiti e pazienti, e l'organizzazione per creare, dove necessario, l'isolamento o fare trasferimenti. Circa 150 le persone positive al Covid-19 in tutta la regione che sono state ricoverate negli ospedali, ma il piano sanitario prevede siano trattate il più possibile esternamente attraverso le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), che si occupano di raggiungere a domicilio tutti quei pazienti, sintomatici e sospetti o positivi, che non necessitano di ricovero. Le Usca ad oggi sono entrate in oltre 180 strutture residenziali, somministrando anche le prime cure. Il numero dei positivi aumenta, man a mano che procede lo screening. Ma per conoscere tutta la situazione in regione, compresa quella degli operatori, occorronno 60 mila tamponi, spiega il governatore del Veneto Luca Zaia.

La situazione

In base ad una prima fotografia, secondo le informazioni dell'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, un terzo degli ospiti sarebbe contagiato, e un 10-15% di personale. Ma «occorre capire come sia entrato il virus nelle case di riposo, se attraverso l'aria o altre fonti, perchè abbiamo un caso - dice Zaia in conferenza da Marghera - di residenza su un palazzo a due ali separati dove, mentre da una parte risultano casi positivi al Covid, dall'altra non ce ne sono. Prima di dire qual è la residenza dobbiamo verificare. Siamo preoccupati, per gli ospiti e per gli operatori, ma se qualcuno la butta in polemica e dice che si sono ammalati per colpa mia, mi arrabbio».

Coronavirus, dati sulle case di riposo del Veneto-2

I dati

Questi i numeri raccolti dalla Regione nelle Ulss del Veneto, per le case di riposo che fanno capo alle aziende sanitarie. Ulss3: coinvolte 27 strutture, 3535 ospiti, quelli con tampone effettuato sono 1697, quelli positivi 174 e i ricoverati fra loro sono 19. Gli operatori, dipendenti e non, delle residenze sanitarie assistenziali dell'Ulss3 sono 3644. Di loro hanno effettuato il tampone 1276 e 78 sono risultati positivi.

Nella Ulss4 del Veneto orientale le strutture coinvolte sono 12, 1284 gli ospiti, 818 con tampone effettuato. Di questi, 37 sono risultati positivi al Covid-19, ma nessuno risulta ricoverato all'ospedale. In questa Ulss gli operatori totali sono 1194, 789 quelli sottoposti a tampone e 24 quelli risultati positivi al coronavirus.

La gestione 

Le strutture sono Ipab di tipo pubblico, di nomina dei Comuni, e altre depubblicizzate che sono le fondazioni. Questi centri sono regolamentati con accordi contrattuali con le Ulss sanitarie di riferimento. L'assistenza sanitaria è delegata a un medico scelto dalle strutture, nella maggior parte sono i medici di Medicina generale che fanno da coordinatori. Le Usca, in questo momento, e su segnalazione dei medici di base, entrano anche nelle case di riposo. «Per rafforzare queste unità - dice Lanzarin - abbiamo attivato un avviso pubblico e hanno risposto 402 professionisti. Le Usca operative sono circa 20. Sono arrivate ad oggi quasi tutte le analisi di rischio affidate alle Ulss, per capire cosa ogni singola azienda ha stabilito per queste strutture. Nella riunione con i direttori generali da qui a domenica completiamo il giro delle verifiche. Abbiamo attivato anche una parte di assistenza agli infettivologi, che stanno sperimentando cure farmacologiche». Per quanto riguarda lo screening, conferma Lanzarin, stiamo utillizzando kit rapidi (test anticorpali) e tamponi. Nel momento in cui troviamo un test rapido postivo, l'ospite viene isolato e poi fa il tampone. L'operatore rimane a domicilio in isolamento. Al momento le Usca non operano nei centri diurni semiresidenziali (che sono chiusi). Ci sarà una rivalutazione nell'ordinanza complessivamente a breve, e si saprà se verranno riaperte e come.

L'efficacia

Occorre garantire tamponi a tutti gli ospiti e i lavoratori delle case di riposo. È stata presentata per questo una interrogazione in Consiglio regionale - scrive Articolo Uno - Sacrosanta la richiesta fatta da Cgil, dalle organizzazioni di rappresentanza dei pensionati e della funzione pubblica che denunciano una procedura secondo la quale in alcune strutture si procederebbe al tampone, mentre in altre al test anticorpale, la cui efficacia non è oggi scientificamente validata ai fini della verifica del contagio da covid-19». L’interrogazione, a risposta immediata, verrà affrontata nel question time di giovedì in quinta commissione, «affinché la Regione dia conto della reale situazione delle residenze per anziani nella Ulss3 e le altre». «Chiediamo che sia convocata una commissione consiliare con la presenza delle Istituzioni pubbliche e private rivolte agli anziani affinché vi sia una condivisione delle difficoltà per queste strutture che stanno affrontando costi imprevisti e difficoltà crescenti e devono trovare il Comune di Venezia al loro fianco. Per tali ragioni abbiamo depositato una interrogazione», scrivono i consiglieri Monica Sambo, Nicola Pellicani, Rocco Fiano e Francesca Faccini».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Veneto ancora in zona arancione, Confcommercio: «Siamo sconcertati»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento