Casinò, battaglia su Ca' Noghera ma per l'amministrazione è la soluzione

Pd: «Doveva essere solo temporanea in vista di una nuova sede raggiungibile da terra e da acqua». Il Comune: «I 5 milioni di euro sono stati già messi nel 2017 e per di più i conti sono a posto»

Foto: Ca'Noghera, archivio

Si riapre la discussione sul Casinò in amministrazione comunale, in vista della pubblicazione della gara per la selezione delle imprese che si occuperanno del restyling di Ca' Noghera. «Sullo sviluppo del Casinò la posizione del Partito Democratico è ben diversa rispetto a quella dell’amministrazione - scrive il Pd -. In numerose riunioni di commissione avevamo ribadito la necessità di creare una nuova sede terraferma dato che Ca’ Noghera doveva essere solo temporanea, e c’è la necessità di una nuova sede raggiungibile da terra e da acqua». «Questo piano è stato votato in Consiglio comunale nel 2017. È stato approvato dopo le dovute verifiche e lo studio del progetto. Consideriamo un traguardo, con la situazione di bilancio che abbiamo trovato, aver accantonato i soldi per sistemare Ca’Noghera, già nel 2017, e avere i conti a posto».

Piano industriale

«La situazione nazionale delle case da gioco italiane a oggi è particolarmente complessa - prosegue il Pd -. Basti ricordare le vicende del Casinò di Campione, o del Casinò di Saint Vincent, che è in concordato preventivo. Il Comune di Venezia dovrebbe investire per un rilancio effettivo del Casinò, anche ai fini della tutela occupazionale, e non ci sembra che la proposta migliore sia quella di un restauro dell’attuale sede, peraltro particolarmente oneroso (ben 5 milioni di euro). Inoltre, la trattativa per il nuovo contratto aziendale, da parte dell’amministrazione comunale è stata condotta con imposizioni che hanno portato a numerosi ricorsi da parte dei lavoratori. Dall’inizio dell’anno si registra un calo degli incassi rispetto allo stesso periodo del 2018 che supera un milione di euro. Un vero piano industriale - conclude - non può essere una semplice ristrutturazione di una delle due sedi».

Il rilancio

«Il piano è stato votato dal Consiglio comunale nel 2017 - afferma l'amministrazione -. Non si possono rimettere in discussione decisioni già approvate a seguito delle dovute verifiche e dello studio del progetto, e ora siamo al punto di dare il via alla gara. Questo è un piano di rilancio del Casinò ed è quello che possiamo fare, considerata la situazione di bilancio che avevamo trovato, mentre ora i conti sono a posto. Rimettere in piedi una società che ha centinaia di milioni di euro di debito per rilanciarla ci sembra una strada giusta, e i 5 milioni di euro erano già stati messi nel 2017. Siamo alla fase finale del piano e non si torna indietro».

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Meeting & Dining

E sul passivo della Meeting & Dining Services Srl, che si occupa della ristorazione, il Comune fa sapere: «Stiamo preparando un progetto di fusione con la Casinò Spa. Abbiamo già parlato con i sindacati della controllata ed entro l’anno sarà incorporata. Per non perdere professionalità ed evitare di creare un problema sociale, per gli 80 dipendenti, la portiamo dentro il Casinò. Abbiamo cercato di tenerla ed efficientarla, siamo nei giusti tempi tecnici».

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