Il sindacato generale di base non ha firmato il contratto del Casinò

Zuin: «Dopo più di 2 anni di trattative addetti e società hanno un Cal». Sgb: «I lavoratori voteranno un documento già firmato. Il Comune acquisterà il Lido per ripianare le difficoltà economiche della casa da gioco»

Casinò di Venezia, archivio

L'assessore al Bilancio e alle Partecipate, Michele Zuin, canta vittoria per la firma, martedì, del contratto aziendale per i lavoratori del Casinò di Venezia, dopo due anni e mezzo di trattative. Ma il Sindacato generale di base riferisce di non aver firmato. «L'accordo - dice Giampietro Antonini Sgb Cub - non è una preintesa. Non ci sarà un nuovo referendum. Verrà fatta un'assemblea e lì una votazione, con chi c'è, su un documento che comunque è già stato firmato». Hanno aderito invece Slc Cgil, Fisascat Cisl, Snalc Cisal, Rlc Venezia, Ugl Terziario, Uilcom Uil.

Le finalità

Il nuovo Cal (contratto aziendale di lavoro), che sostituisce il regolamento unilaterale precedente adottato nel 2017, secondo Zuin garantisce il perseguimento dell’equilibrio economico finanziario della società, lega in modo definitivo il premio di risultato agli incassi effettivi dell’anno di riferimento permette una maggiore flessibilità del lavoro, il mantenimento dell’operatività di tutti e due le sedi della Casa da Gioco, Ca' Vendramin Calergi e Ca' Noghera, e il mantenimento dei livelli occupazionali. «Con questo contratto si riuscirà a prevedere un futuro stabile per il Casinò», afferma Zuin, ricordando il fallimento della casa da gioco di Campione e ringraziando le organizzazioni sindacali, «che alla fine di questo lungo lavoro sono arrivate alla definizione di un contratto che contempera le esigenze dei lavoratori da un lato e dall’altro le necessarie tutele economiche dell’Azienda e del Comune».

Incassi in calo

«Sgb Cub non ha siglato - afferma Antonini - Abbiamo chiesto l'adeguamento degli stipendi ai minimi tabellari fissi, come tasso d'inflazione maturato nel corso degli anni, a far data dalla firma del contratto precedente, invece di puntare su un premio di risultato legato agli incassi, perché - dice - continuano a calare». Per il sindacato di base l'unica parte del piano industriale del sindaco Brugnaro, che si è realizzata dal 2017, è la riduzione del costo del lavoro, mentre sono state scaricate sui lavoratori tutte le eventuali cause legali perse del Casinò, se i dipendenti le avessero intentate. La casa da gioco, per Sgb, anche quest'anno probabilmente chiuderà «con degli incassi prossimi all'annus horribilis del il 2017».

L'acquisto del Casinò del Lido

«In tempi non sospetti - scrive Antonini - abbiamo chiesto a Zuin come mai i 27 milioni che il Casinò deve al Comune non rappresentassero un problema. La risposta è arrivata dalla delibera sull'immobile ex Casinò del Lido». L'amministrazione comunale infatti, il 31 ottobre scorso, ha scritto: «Viene stanziata una somma di 33,6 milioni di euro per l’acquisto, da parte di Cmv (società Casinò di Venezia Meeting&Dining services Srl) del palazzo ex Casinò del Lido. Necessario perché l’amministrazione intende investire circa 13,4 milioni, derivanti da contributi pubblici del bando periferie e del patto per Venezia, per il suo miglioramento strutturale e per garantire le annuali attività legate alla mostra del cinema organizzate dalla Biennale, che cofinanzia per 1.500.000 euro l’intervento». 

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I precedenti

All'accordo per arrivare al contratto aziendale, con la rinuncia alle cause, a giugno scorso, presero parte le sigle sindacali Slc Cgil, Fisascat Cisl, Uilcom Uil, Cisal Snalc, Rlc e Ugl terziario. Non Sgb Cub. Nei tavoli del 13 e 20, i nodi relativi allo scenario futuro della casa da gioco, in caso di soccombenza aziendale nelle cause intentate dai lavoratori, si sono sciolti attraverso i premi. Venne stabilita la rinuncia alle cause da parte dei lavoratori, in cambio della salvaguardia dei premi di partecipazione. La giunta intanto approvò anche la fusione per incorporazione della società Casinò di Venezia Meeting&Dining Services srl nella Casinò di Venezia Gioco spa, su proposta dell’assessore Zuin, dando attuazione a quanto previsto nel piano di razionalizzazione approvato con la delibera del Consiglio Comunale del 2018. «Una operazione - disse l'assessore - per riorganizzare e semplificare le società del gruppo Città di Venezia: potremo veder migliorare la gestione degli asset del Casinò, e assicuriamo che nessun lavoratore della Casinò di Venezia Meeting & Dining Services avrà ripercussioni negative dall’operazione di fusione».

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