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Casinò, discussione sui ricorsi rinviata: lunedì appuntamento di trattativa coi sindacati

Situazione in bilico, prossime ore decisive. L'amministrazione annuncia di non essere in grado di sborsare altro denaro per la società. In ballo il destino di oltre 500 dipendenti

Ore decisive per il futuro del Casinò di Venezia. Da una parte le parole del sindaco Brugnaro e dell'amministrazione veneziana, che hanno dato una sorta di ultimatum ai sindacati e che prospettano la possibilità di una liquidazione totale della società. Dall'altra i rappresentanti dei lavoratori, che però preferiscono non commentare le ultime dichiarazioni e rimandano la discussione a lunedì, giorno in cui è in programma un nuovo appuntamento della trattativa. "Vedremo in quella sede come si comporterà la controparte", riferisce Francesco Francalli dello Snalc. Coinvolte anche le sigle Cgil, Cisl, Rlc e Ugl.

Ricorsi dei sindacati

Nella Casa da gioco le acque sono agitate non solo in fatto di conti, ma anche, appunto, sul fronte dei rapporti sindacali, con tanto di giudici interpellati. Brugnaro giovedì sera ha sottolineato che "il Casinò, sia pure di poco, è tornato in attivo". Ma sulle sorti della società resta una spada di Damocle legata a una serie di rivendicazioni dei sindacati. E l'amministrazione dichiara che, nel caso in cui i giudici dessero ragione ai lavoratori, non si potrà che mettere in liquidazione la società, con il rischio che i dipendenti (oltre 500) perdano il posto di lavoro.

"Impossibile ricapitalizzare"

L'allarme era stato lanciato già in aprile, seguito da due trattative sindacali e un'ondata di scioperi: "Noi crediamo che il Casinò debba rimanere pubblico e debba essere rilanciato - ha detto il sindaco Brugnaro rivolto al Consiglio - Bisognava ripartire da zero, togliendo stratificazioni delle norme che si sono accumulate negli anni, ma su questo abbiamo trovato l'indisponibilità dei sindacati. Il Comune ritiene che se i ricorsi giudiziari presentati in questi mesi (contro l'applicazione del regolamento e per comportamento anti-sindacale) fossero accolti, la società sarebbe condannata a pagare "un importo stimato in circa 17 milioni di euro", e ciò "determinerebbe l'impossibilità di garantire la continuità aziendale". Lo ha spiegato l'assessore al Bilancio, Michele Zuin, in una nota letta al parlamentino locale. Secondo la previsione di Ca' Farsetti "la perdita di conto economico sarebbe di una entità tale da portare in negativo il patrimonio netto e viste le somme in gioco il socio Comune non avrebbe la possibilità di ricapitalizzare", né potrebbe assorbire "un minor trasferimento in termini di entrate nel proprio bilancio, se non a rischio di un disequilibrio finanziario strutturale". In questa ipotesi, ha illustrato Zuin, "non rimarrebbe altro che l'avvio di una procedura concorsuale che metterebbe a rischio l'operatività e il posto di lavoro di tutti i 527 dipendenti, con il relativo indotto (stimato in oltre 200 persone)".

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