menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Casinò di  Venezia, Ca' Noghera: archivio

Casinò di Venezia, Ca' Noghera: archivio

Casinò di Venezia: 51 milioni di incassi persi nel 2020. «Rischia di chiudere»

L'onorevole Alex Bazzaro (Lega) interroga i ministri della Salute e Infrastrutture su Ca' Vendramin Calergi e Ca' Noghera. «A rischio centinaia di posti di lavoro»

La graduale riapertura delle attività produttive rischia di lasciare indietro comparti strategici del territorio. Il Casinò di Venezia, «con 51 milioni di incassi persi nel 2020 e un passivo fra i 3 e i 4 milioni» per l'onorevole e consigliere comunale della Lega, Alex Bazzaro (Lega), è fra questi. «Si teme per le centinaia di dipendenti e le enormi perdite a tutto l’indotto», dice Bazzaro che ha interrogato i ministri della Salute, Roberto Speranza, e delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, su Ca' Vendramin Calergi e Ca' Noghera. 

L'anno scorso la sede della della casa da gioco veneziana in terraferma si è dotata di dispositivi, plexiglass e regole per riaprire, ma invano. «Ho sollevato il problema del Casinò di Venezia - commenta Bazzaro - che in ottemperanza al decreto del 3 dicembre ha chiuso. Abbiamo sollecitato la ripresa dell’attività in condizioni di piena sicurezza per i lavoratori e per la clientela e chiesto misure specifiche per superare, in prospettiva futura, la difficile situazione in cui si trova ad operare il casinò di Venezia».

Il Comune ha rinunciato nel 2020 a 15 milioni di euro, lasciando il 90 per cento degli incassi alla casa da gioco e tenendo per sé solo il 10 per cento per pagare le tasse che competono al Comune. Quest’anno ha previsto di lasciare al Casinò l’80 per cento degli incassi. A fronte di perdite per un ammontare di 94 milioni, la struttura ha ricevuto ristori per circa 150 mila euro. Il Comitato tecnico scientifico si sarebbe opposto alla riapertura delle case da gioco in quanto “questi esercizi che si svolgono quasi esclusivamente in spazi confinati presentano notevoli complessità nella prevenzione del contagio, anche per l'utilizzo di superfici di contatto promiscuo». Risulterebbe anche difficile assicurare l’utilizzo delle mascherine da parte di tutti i presenti negli ambienti «in relazione al consumo di alimenti e bevande e del fumo di tabacco che avviene nei locali da gioco». 

«Come osservato dall’assessore al Bilancio e Società del Comune di Venezia, Michele Zuin, nel Casinò non è più possibile fumare e, nei mesi scorsi, prima della chiusura, ha adottato un rigido protocollo gestionale, che ha consentito di mantenere aperte le proprie sedi in condizioni ritenute da tutti di piena sicurezza, sia per i lavoratori impiegati, sia per la clientela. La direzione della struttura, a fronte delle enormi difficoltà economiche e finanziarie determinate dalla chiusura e dal protrarsi delle misure restrittive, si è resa disponibile a rafforzare ulteriormente i rispettivi protocolli gestionali, tanto da prospettare, da un lato, una forte riduzione del numero dei possibili ingressi nelle sedi da gioco e, dall'altro, un ulteriore innalzamento dei livelli di controllo e sicurezza». L'obiettivo è quello di una riapertura delle sedi, necessaria e indispensabile a mantenere, per quanto possibile, l'equilibrio economico e finanziario e a preservare centinaia di posti di lavoro, a cui si aggiunge tutto l'indotto, ha spiegato Bazzaro, chiedendo quali iniziative il governo intenda assumere per favorire la ripresa delle attività del Casinò di Venezia.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento