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Casinò, piano per evitare il fallimento: eventi a Ca' Vendramin e revisione dei contratti

Il sindaco e l'assessore al Bilancio hanno presentato ai sindacati le proposte per tentare di risollevare il destino della casa da gioco. In ballo il contratto di lavoro di 538 dipendenti

La preoccupazione sale per il destino del Casinò di Venezia, i dipendenti vedono sempre meno certezze e in generale la struttura dovrà passare attraverso un pesante processo di riorganizzazione per salvarsi. Perché le perdite continuano ad accumularsi e certe dinamiche non sono più sostenibili. Per il sindaco Luigi Brugnaro la razionalizzazione è necessaria: il primo cittadino - riporta la stampa locale - si è presentato lunedì assieme all'assessore al Bilancio Michele Zuin, a Simone Venturini (Coesione sociale) e Paolo Romor (Risorse umane) ai sindacati della casa da gioco. È stato presentato un piano che, secondo l'amministrazione, è l'ultima possibilità per tentare di salvare Ca' Vendramin ed evitare la liquidazione della società, con conseguenti esuberi. E bisogna agire velocemente.

Per farlo è necessario passare attraverso la rottura del contratto aziendale di lavoro. Per Zuin ci sono accordi che risalgono al 1999 e che sono anacronistici, soprattutto sulla distribuzione dei premi. Va considerato infatti che i dipendenti del Casinò sono 538 (suddivisi nelle due sedi di Ca’ Vendramin e Ca’ Noghera) e che il costo che la società affronta per il personale è di 41 milioni di euro, di cui 27,6 a Ca’ Noghera. Una spesa troppo elevata, motivo per cui il Comune chiede ai lavoratori di fare dei sacrifici inevitabili. Non è solo una questione economica, ma anche di flessibilità negli orari e nei posti di lavoro (dovranno muoversi tra le due sedi del Casinò), oltre che di rinuncia a vari benefici minori.

Da parte del Comune dovrebbero arrivare invece investimenti per una riorganizzazione degli spazi e delle funzioni di Ca' Vendramin: si parla di una riconversione del piano terra ad area eventi aperta anche ai minorenni (così come il piano nobile), mentre il Casinò sarà confinato al terzo piano. A Ca' Noghera invece introduzione di aree tematiche per il gioco elettronico, potenziamento dell'intrattenimento, nuove attività di marketing, banco accoglienza per i cinesi e pacchetti per i clienti low cost.

Critico il consigliere comunale Nicola Pellicani del Pd. "Inutili le minacce di chiusura della sede storica della casa di gioco del sindaco - scrive in seguito all'incontro - bisogna pensare ad una nuova sede, in linea con gli standard internazionali, dotata di una struttura di alto livello, capace di soddisfare la clientela più esigente, possibilmente con annessa anche la realizzazione di un albergo. Solo in quest'ottica è coerente un piano di razionalizzazione. Il piano presentato punta soltanto a chiedere più flessibilità ai dipendenti, a fronte di un piccolo investimento sulla sede di Ca' Noghera che sarà insufficiente per invertire la tendenza".

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