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Cronaca

Casinò, i lavoratori: un referendum cittadino contro la privatizzazione

All'indomani della delibera sulla riorganizzazione della casa da gioco, i dipendenti e i sindacati chiedono una consultazione popolare e rinunciano agli scioperi, venerdì ci sarà l'assemblea

Molti sono i passi da compiere nei prossimi giorni per ufficializzare e offrire concretezza alla delibera, approvata lunedì in Consiglio comunale, sulla riorganizzazione del Casinò di Venezia, che prevede lo scorporo dell’attuale società, controllata dal comune, in due rami: la Cvm Spa, titolare degli immobili del Casinò (slot, tavoli verdi e personale) e la Cvm Gioco, concessionaria dei servizi.
Innanzitutto la delibera dovrà essere inviata al ministero dell’Interno per avere il via libera definitivo sull’operazione. Bisognerà anche trovare l’advisor finanziario capace di dire quanto valga la casa da gioco sul mercato e quale sia la procedura migliore da seguire per l’individuazione di un socio privato. È necessario, poi, portare a termine le trattative con i sindacati sul nuovo piano industriale firmato dall’amministratore delegato Vittorio Ravà, basato su flessibilità nei giochi e riduzione del costo del lavoro e pensato per rilanciare l’attività del Casinò in fortissima crisi (-25% negli incassi).

Scongiurati, pare, i timori circa lo sciopero del personale che si sarebbe dovuto tenere nella settimana tra il 25 aprile e il primo maggio. I 15 scioperi precedenti hanno portato ad un dimezzamento delle buste paga e hanno prosciugato ancor più le casse della casa da gioco, essendo stimati in almeno 5 milioni i mancati incassi per chiusura di tavoli e slot. I sindacati, in parte ammorbiditi dalle garanzie offerte nella delibera sulla tutela dei posti di lavoro, si dichiarano, con riferimento al piano industriale, disposti a parlare di flessibilità, ma non, tuttavia, di tagli. Al termine di una riunione tra tutte le organizzazioni sindacali, si parla, inoltre, di voler percorrere le vie legali attraverso il ricorso a un referendum cittadino, che blocchi un processo di privatizzazione che ancora non convince.

Venerdì si terrà l’assemblea dei lavoratori, mentre domani quella dei soci del Casinò, per discutere la ricapitalizzazione permessa dalla delibera (il comune ha stanziato 2,7 milioni), senza la quale la casa da gioco andrebbe in liquidazione.

Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, dal canto suo, si augura che la ristrutturazione nelle due società possa avvenire prima dell’estate, invita poi lavoratori e sindacati ad avviare una discussione seria e a comprendere come, alla base dell’operazione, non vi sia altro che l’interesse pubblico.

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