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Cronaca

Caso ritiro Citroën C3 e DS3 per problemi all'airbag. Centralino bollente all'associazione consumatori

Decine di richieste d'informazioni all’Adiconsum Venezia, per capire come comportarsi dopo il richiamo dei modelli prodotti dalla società giapponese Takata. Partita una diffida

Dedine le chiamate che sta ricevendo Adiconsum Venezia sulla questione delle Citroen C3 e DS3 da restituire per alcuni difetti all'airbag: è già partita una diffida alla casa francese per ottenere il risarcimento dei danni materiali e morali. L'associazione consumatori riepiloga la vicenda, dopo che la casa francese (facente parte del Gruppo Stellantis) ha inviato una comunicazione ai proprietari delle vetture interessate, intimando loro di sospendere immediatamente la guida. Il caso è scoppiato nelle ultime ore: ci sono oltre 605 mila fra Citroën C3 e DS3, prodotte tra il 2009 e il 2019 e distribuite in venti paesi, tra cui l’Italia, che presentano un problema legato alle sostanze chimiche contenute nei dispositivi di gonfiaggio degli airbag, che potrebbero deteriorarsi nel tempo.

«La situazione sta causando enormi disagi ai proprietari delle auto coinvolte – spiega la presidente dell’Adiconsum Venezia, Jacqueline Temporin Gruer – perché sono costretti a lasciarle a casa o a sostenere delle spese ingiustificate per usare dei mezzi di trasporto alternativi. Inoltre, molti automobilisti circolano in condizioni di non sicurezza, in attesa degli interventi di riparazione degli airbag». I tempi di riparazione sono molto lunghi per la carenza dei pezzi di ricambio necessari: si parla anche di mesi. E per chi ha una sola auto in casa, il problema diventa ancor più serio.

La gestione del richiamo da parte di Citroën ha sollevato timori. «Ora stiamo lavorando per tutelare i diritti dei consumatori – aggiunge Temporin Gruer – e facendo pressione su Citroën affinché risolva il problema in tempi molto rapidi. La speranza è che la casa automobilistica prenda misure veloci e adeguate a garantire la sicurezza dei propri clienti e risolva i problemi logistici che stanno causando ritardi significativi nelle riparazioni. E alla luce di questo, restiamo in attesa di sviluppi». Intanto si può inviare diffida. «Questa mira a ottenere il risarcimento dei danni materiali e morali subiti dai proprietari delle auto C3 e DS3 coinvolte nel richiamo – dice  Temporin Gruer – e la sostituzione delle vetture qualora i pezzi di ricambio non fossero disponibili. Chiediamo una sanzione verso la casa automobilistica per la gestione della campagna di richiamo».

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