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Dopo il massaggio c'è di più, centri benessere sequestrati in serie

I locali si trovano a Mestre, Spinea e Conegliano. Tre cittadine cinesi arrestate: oltre una decina le prostitute finite sotto il loro giogo

Il massaggio nove volte su dieci andava oltre. Per questo la clientela era prettamente maschile, e non sempre con problemi alla sciatica. La squadra mobile di Venezia giovedì mattina ha infatti sequestrato quattro centri massaggi a luci rosse, tre in territorio veneziano e uno nella Marca. Gli investigatori della questura sono riusciti a documentare in maniera inequivocabile che lì si praticava la prostituzione, dietro una vetrina in cui si promettevano solo trattamenti per il benessere e per il proprio relax.

Niente di tutto ciò: per questo sono scattate le manette per tre cittadine cinesi, tra cui una "mente"  e due collaboratrici, in grado di mettere in piedi un giro illegale di proporzioni piuttosto estese. Tant'è vero che i centri massaggi incriminati si trovavano in due casi a Mestre (in via Trento e in via Volturno), in uno a Spinea in via dei Mille e in un altro a Conegliano, in via Borgo Porta. Anche sul fronte territoriale, dunque, si cercava di essere presenti in più realtà. Incrementando i profitti. Oltre una decina le prostitute finite nel giro, costrette a fornire i propri servizi intascandosi le briciole. Le loro "padrone", infatti, si prendevano circa il 70% dei guadagni, quando una seduta costava circa 50 euro. Il resto rimaneva a disposizione della sfruttata di turno. 

Le indagini sono scattate nel momento in cui un cittadino cinese si è presentato in questura chiedendo il rinnovo del proprio permesso di soggiorno. Si è dichiarato titolare di un centro massaggi su cui gli investigatori hanno deciso di concentrare la propria attenzione. Del resto sul web, in siti specializzati, ci si può imbattere in una pletora di annunci in cui si promettono performance incredibili. Tutto lecito, all'apparenza. Ma gli appostamenti degli investigatori, le  intercettazioni telefoniche e le dichiarazioni anche di qualche cliente hanno permesso di scoperchiare una piccolal organizzazione che lucrava sulle prostitute.

Quest'ultime oltre al massaggio canonico offrivano anche pratiche di masturbazione. Di ricevute fiscali poi (nemmeno per i massaggi leciti) nemmeno a parlarne. Al momento dei blitz delle forze dell'ordine tutte le ragazze sono state trovate in regola con il permesso di soggiorno. Vittime però di una rete illegale in grado di intascare circa 20mila euro a settimana a centro benessere. Del resto il via vai di clienti era continuo, visto che la voce evidentemente si era sparsa. Le tre arrestate devono rispondere di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in concorso: si tratta di una 29enne domiciliata a Spinea, di una 35enne residente a Conegliano e di una 35enne domiciliata a Mestre. Non risultavano loro le titolari dei centri massaggi, affidati a dei prestanome, ma la squadra mobile, con la collaborazione anche di quella di Treviso, è riuscita a dimostrare che di fatto le gestrici erano loro.

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