Isolamento in casa e violenza, nessun calo delle richieste d'aiuto in emergenza Covid

Movimento difesa Sanità pubblica: «La segregazione accresce la sofferenza, servono più case rifugio». Tredici donne inserite in un percorso professionale a marzo. «La tecnologia ci aiuta»

La panchina simbolo della lotta alla violenza, Comune di Venezia

Violenza sulle donne: nessun calo delle richieste d'aiuto al centro antiviolenza del Comune di Venezia, anzi. Secondo il vicesindaco Luciana Colle e l'assessore Simone Venturini i colloqui sono raddoppiati con i contatti possibili 24 ore su 24. L'impossibilità di uscire dalla propria abitazione potenzialmente può acuire contrasti o situazioni di difficoltà domestica per le donne. I numeri, infatti, non mostrano una flessione di richieste di assistenza in queste settimane: dal 10 marzo sono state 3 le donne che infatti si sono rivolte al centro.

Il Movimento

A sottolineare l'emergenza era stato anche il Movimento per la Sanità pubblica veneziana in videoconferenza sabato scorso. La condizione di segregazione rischia di far diventare esplosive certe situazioni, ha sottolineato Luisella Aprà. La sofferenza e il disagio aumentano nei nuclei più fragili e nelle famiglie dove già c'erano violenze. Per questo, ha sottolineato Aprà, «è necessario potenziare le case rifugio. Potrebbe essere sbagliato - ha ricordato - pensare che un calo delle denunce di violenza rappresenti una riduzione del fenomeno. Quello che è accaduto in Cina è stato esattamente il contrario: più silenzio e un aumento dei femminicidi, nel periodo del coronavirus».

I contatti

Chi si trovasse in difficoltà può contattare il numero unico del centro 0412744222: all'altro capo del telefono troverà operatrici opportunamente formate del Comune e della cooperativa La Esse che gestiscono segnalazioni e richieste di aiuto. Psicologhe, assistenti sociali, educatrici professionali lavorano tutte in modalità smart working in questo periodo, ma nelle situazioni in cui si rendesse necessaria la presenza fisica intervengono "di persona" con le dovute precauzioni. È in funzione 24 ore su 24 anche una segreteria telefonica per raccogliere segnalazioni giorno e notte. L'accesso alla struttura durante l'emergenza coronavirus avverrà solo previo appuntamento telefonico (attraverso il numero unico) o via mail (centro.antiviolenza@comune.venezia.it).

I colloqui

Dall'inizio dell'anno fino al 6 marzo sono state 32 le donne che si sono rivolte al centro per un primo colloquio, mentre sono state 46 le donne con cui si sono organizzati colloqui di approfondimento, il cui numero in questi giorni è raddoppiato anche grazie a videochiamate e tecnologie apposite. «Si informa a tutto tondo sull'emergenza Covid-19, si fornisce supporto psicologico e alla genitorialità, si mantengono i rapporti con avvocati e servizi sociali - spiega Venturini - Senza dimenticarci dei minori ospiti delle case rifugio, che hanno bisogno di aiuto per l'attività didattica online e per le apparecchiature informatiche necessarie», anche quest'ultimo aspetto tenuto molto in considerazione dal Movimento che ha chiesto un occhio di riguardo per i bambini in questa fase di pandemia.

I percorsi

Sono 37 le donne che stanno continuando il loro percorso, accolte anche in case rifugio o in strutture esterne ad hoc: le situazioni più delicate vengono monitorate più volte a settimane, specie in questo periodo. «Un'assistenza su tutti i fronti - sottolineano Colle e Venturini - sono quindici per esempio le donne che hanno richiesto da inizio anno consulenza legale e tredici quelle che a marzo sono state inserite in percorsi mirati di orientamento professionale e supporto nella ricerca attiva di lavoro. La tecnologia ci sta supportando. Da inizio emergenza infatti ulteriori 6 donne hanno intrapreso con le operatrici un percorso di supporto psicologico». Le donne ospitate nelle case rifugio, protagoniste di situazioni non facili, sono state rifornite di mascherine e vengono seguite in stretto contatto con i servizi sociali del Comune. In situazioni di emergenza è opportuno chiamare le forze dell’ordine, tutte in contatto con il centro Antiviolenza. Vige anche un protocollo con i pronto soccorso degli ospedali all’Angelo di Mestre e Civile di Venezia, che attivano immediatamente il centro.

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