Centro di Mestre sotto esame: cosa funziona e cosa no per i cittadini

Nell'ambito del progetto "Mestre, cuore della Terraferma" sono stati svelati i risultati dell'indagine condotta tra consumatori e commercianti riguardo al commercio nel comune veneziano: lamentele e approvazioni

Nell’ambito del progetto “Mestre, cuore della Terraferma” sono stati svelati i risultati dell’indagine condotta tra consumatori e commercianti riguardo al rilancio del commercio nel comune veneziano.

LE RIQUALIFICAZIONI DEL DEGRADO

SCELTE STRATEGICHE. I dati emersi su circa 500 consumatori e 250 operatori intervistati riguardano molti aspetti della vita cittadina, legati al commercio ma anche relativi alla qualità della vita: “Avere dei dati oggettivi è oggi fondamentale – ha spiegato Capuzzi – perché, in un momento di scarsità di risorse come quello che stiamo vivendo, ci permette di indirizzare e ottimizzare le scelte in modo strategico e fare così investimenti più mirati”.

COSA VA E COSA NO PER I CONSUMATORI. Lo studio ha messo in evidenza che il consumatore “tipo” ha un alto grado di istruzione (il 70% degli intervistati ha almeno un diploma di scuola superiore) e per la maggior parte è residente a Mestre: infatti solo 1 consumatore su 5 viene in centro in auto, gli altri lo fanno a piedi e in bici o con i mezzi pubblici, denotando così una dimensione molto locale del bacino di consumo. I consumatori giudicano abbastanza positivamente l'accesso pedonale al centro e gli orari di apertura dei negozi, ma evidenziano la difficoltà di trovare parcheggio e la mancanza di segnaletica stradale. Non solo: esprimono una certa insoddisfazione anche per quanto riguarda il costo delle aree di sosta e il senso di sicurezza che si respira.

COSA VA E COSA NO PER I COMMERCIANTI. Per quanto riguarda invece gli imprenditori intervistati, emerge una generale insoddisfazione relativamente allo stato generale del centro mestrino, anche maggiore rispetto a quella espressa dai consumatori. I commercianti inoltre negativamente l'impatto delle iniziative promosse in centro e manifestano un sentimento diffuso di insicurezza, oltre che sottolineare il peggioramento delle situazione del centro rispetto al 2013.

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