Chiude il centro culturale islamico di San Stino a pochi giorni dall'inaugurazione

Verifiche dell'ufficio tecnico, mercoledì l'ordine del sindaco in base alle norme regionali. L'associazione: "Legge sbagliata, impedisce l'attività a qualsiasi ente di tipo religioso"

L'inaugurazione di domenica

Al centro culturale islamico di San Stino tocca la stessa sorte di quello in via Fogazzaro a Mestre. È stata respinta la richiesta di cambio destinazione dei locali che l'associazione Al Hilal - La Mezzaluna ha preso in gestione in via Tobagi: in pratica niente "moschea". Lo ha annunciato il sindaco Matteo Cappelletto pochi giorni dopo l'inaugurazione, avvenuta domenica scorsa: "Dalle verifiche svolte nelle giornate di lunedì e martedì da parte dell’Ufficio tecnico comunale - ha scritto - è emersa l’incompatibilità tra quanto previsto dalla norma regionale urbanistica e le finalità dell’associazione".

La comunicazione non aveva alcun problema dal punto di vista normativo generale, ma il cambio di destinazione d’uso non è applicabile per le sedi di associazioni che nello statuto prevedano attività da ricondurre alla religione. "Per questo motivo abbiamo provveduto a darne immediata comunicazione all’associazione - spiega il sindaco - Pur rimanendo dell’idea che la libertà religiosa è un diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione e per questo da garantire e tutelare, vanno ovviamente rispettate le norme urbanistiche vigenti".

Comprensibile il disappunto dei rappresentanti dell'associazione, che solo pochi giorni fa avevano aperto il centro alla presenza delle autorità. "Le norme della legge regionale - spiega il presidente Tanji Bouchaib - rendono praticamente impossibile a qualsiasi ente, associazione o congregazione religiosa di trovare legalmente uno spazio su cui poter svolgere la propria attività, di qualsiasi genere sia. Una legge contestata dai rappresentanti di tutte le fedi e che trova applicazione solo il Veneto ed in Lombardia. La nostra associazione ha agito in piena buona fede".

Ora la questione è in mano a dei legali che valuteranno la possibilità di opporsi alla chiusura. "Queste norme tecniche - specifica l'associazione - ci impediscono di esercitare anche il basilare diritto di avere una fede e di ritrovarsi insieme. Prendiamo atto di quanto dice la legge, che, come sempre intendiamo rispettare anche se ha le caratteristiche più di una Regione ateista che rispettosa della religione. Ringraziamo tutti i cittadini, le autorità, i rappresentanti delle associazioni di San Stino di Livenza che in questi giorni non ci hanno fatto mancare la loro solidarietà e ci hanno testimoniato che i veneti sono persone ospitali, gentili e generose".

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