Istituzioni, lavoratori e motori: in migliaia a Noale per l'ultimo saluto a Beggio | VIDEO

Sentita cerimonia vicino alla Rocca, dopo i funerali dell'imprenditore ad Asolo. Salma scortata dalle sue Aprilia. Brugnaro commosso: "Dovevano omaggiarlo da vivo, non da morto"

Alla fine si è udito solo il rombo dei motori. Gli stessi che l'hanno portato in cima al mondo, più di una volta. Un'estasi che Noale intende rivivere con tutte le sue forze, ma lo farà senza il suo storico condottiero: in migliaia venerdì hanno voluto tributare l'ultimo saluto a Ivano Beggio, storico patron Aprilia. C'erano i dipendenti dello stabilimento della città dei Tempesta, c'erano i sindaci del comprensorio del Miranese e c'era il sindaco metropolitano, Luigi Brugnaro. Tante fasce tricolori, ma soprattutto tantissimi cittadini comuni di ogni età che hanno continuato ad applaudire alla memoria dell'imprenditore che si è spento nei giorni scorsi ad Asolo. "In tanti gli devono tanto, alcuni gli devono tutto", ha sottolineato il sindaco di Scorzè, Giovanni Battista Mestriner. Ed è la verità, perché il suo impero delle due ruote ha creato posti di lavoro e ha permesso a tante generazioni di sognare a occhi aperti. L'Aprilia è stata tra i simboli di un'Italia capace di dare filo da torcere al resto del mondo.

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"Scortato" dalle sue Aprilia

Il feretro, dopo le esequie ad Asolo, è stato scortato fino a Noale da una carovana di motociclisti. La cerimonia ai giardini Beggio, dedicati alla sua famiglia, con sullo sfondo la Rocca. "Era un suo desiderio - ha dichiarato il sindaco della Città dei Tempesta, Patrizia Andreotti -  Il suo desiderio era di passare per le vie di Noale ascoltando il rombo delle sue moto. Questo è un luogo simbolico per la sua famiglia, ma è anche un luogo simbolico per tutti noi, perché alle nostre spalle c'è la Rocca. Ci sono le nostre radici".

Lacrime e rombo di motori

Commosso il sindaco metropolitano, Luigi Brugnaro, amico di Beggio: "E' stato tutto sommato un idolo della mia giovinezza - ha dichiarato - E' stato uno che cercava costantemente di migliorare le cose, uno che senza soldi pubblici ha costruito un impero. Poi qualcuno gliel'ha pure portato via, forse. Ma di questo magari parleremo in un altro momento, perché la storia non dimentica. Ha creato migliaia di posti di lavoro e non c'è dubbio che la radice dell'Aprilia sia qui. A questa famiglia va ritornato l'onore e la gloria che merita, perché a casa sua ci sono le coppe del mondo vinte - si commuove - Si sono dimenticati di lui probabilmente. Questo tipo di persone bisogna omaggiarle da vive, non da morte. Queste persone sono quelle che danno l'esempio ai nostri ragazzi. Sono contento di vedere i lavoratori e gli amici dell'Aprilia a omaggiarlo - ha concluso - Siamo qui per questo". In poche ore Noale ha riscoperto ciò che era e ciò che potrà essere ancora: "Della nostra terra ha condiviso ideali, fortune, stili di vita - ha sintetizzato il sindaco di Scorzè, Giovanni Battista Mestriner - Ha dimostrato che ci si può realizzare nella vita solo dando lavoro e prosperità agli altri. Servono progetti concreti. E' questa la differenza tra uno speculatore e un industriale, tra chi prende solo per sé e chi dona agli altri". Per questo alla Rocca, alla fine, le lacrime hanno lasciato spazio solo al rombo dei motori Aprilia: "Perché quello che lasciano le persone - ha spiegato Brugnaro - è quello che fanno".

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