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A sinistra lo chef Cristian Angiolin, a destra il Braciere di Eraclea

A sinistra lo chef Cristian Angiolin, a destra il Braciere di Eraclea

Rischia di soffocare per un pezzo di carne, chef della Locanda Cipriani la salva

E' successo lunedì sera. Il cuoco del locale di Torcello era a cena al Braciere di Eraclea. Con una manovra ad hoc ha permesso alla signora di continuare la cena: "Grande emozione"

"E' stato veloce. Non so poi se almeno la signora le abbia offerto l'amaro, ma lei certo ha rischiato". Non solo agile tra i fornelli, ma anche lesto ad alzarsi da tavola non appena ha capito che la cena per una donna non si stava concludendo per il meglio. E' quanto accaduto lunedì sera al ristorante "Al Braciere" di via Largon a Eraclea. Protagonista uno chef "in trasferta", Cristian Angiolin, che lavora alla Locanda Cipriani di Torcello. Lunedì aveva deciso di andare a cena nel locale di Lorenzo Manfrè, nella località balneare.

"A un certo punto si è accorto che la cliente era in difficoltà per via di un boccone di carne di traverso - racconta Manfrè - erano circa le 20.30. Lui è stato pronto a effettuare una manovra apposita e tutto è andato per il meglio". Il pezzo di carne è stato "rimosso" e la cena è potuta continuare tranquillamente: "Si era capito subito che la cliente stava iniziando a respirare a fatica - continua Manfrè - è passato pochissimo tempo per fortuna, quindi la donna non ha avuto bisogno di ricorrere ad accertamenti medici".

Angiolin ha dimostrato con i fatti che la campagna di cui è promotore, "SicurezzAtavola", ha un'importanza fondamentale: "E' stata per me una grande emozione, perché non ti capita tutti i giorni di salvare una vita - racconta - questa storia deve servire a far capire l'importanza di una formazione specifica per garantire la sicurezza dei più grandi e dei più piccini. Impossibile per l'ambulanza arrivare in pochi minuti". La decisione di imparare la Manovra di Heimlich è scaturita dopo la nascita della figlia: "Si legge spesso di tragedie di questo genere - sottolinea - è un rischio ampiamente sottovalutato. Serve essere sicuri a tavola come in qualsiasi altro ambiente".

Lunedì sera lo chef si è accorto che un conoscente della donna si era avvicinato al tavolo della donna, senza riuscire ad aiutarla: "Ho preso in mano la situazione, lei non riusciva più a respirare - racconta - era con il marito e la figlia. Al primo tentativo non ho ottenuto risultati, al secondo però tutto è andato per il meglio. Mi ha ringraziato tantissimo". La nascita del progetto "SicurezzAtavola" a inizio 2015, quando lo chef Gualtiero Marchesi, il 18 marzo, ha organizzato il primo corso di "disostruzione e rianimazione cardiopolmonare" rivolto agli chef, proprio nella sua omonima accademia milanese: "E' lì che abbiamo capito l'importanza di una formazione specifica - conclude Angiolin - spero che quanto accaduto lunedì sera sia d'esempio per molti".

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