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Chiese vuote, mancano i fondi per i restauri. Accordo tra comitati privati e ministero

Assemblea dei mecenati che si occupano degli interventi di manutenzione del patrimonio storico e artistico veneziano. Il patriarca: "Allargare le funzioni degli edifici religiosi"

A Venezia la conservazione dei manufatti di valenza storica e artistica (quelli religiosi in primis) resta una questione di non facile soluzione. A partire proprio dalle chiese, che sono troppe in rapporto al numero dei fedeli. E che rischiano di restare vuote e non essere adeguatamente sottoposte a interventi di manutenzione. Lo ha osservato - come riporta la stampa locale - il patriarca Francesco Moraglia in occasione dell'apertura dei lavori dell’assemblea generale dei comitati privati internazionali per la salvaguardia di Venezia.

Secondo Moraglia è urgente il problema della conservazione degli edifici adibiti a luoghi di culto: sono un centinaio in città, oltre 200 nell’intera diocesi. Troppe per le necessità della popolazione residente, con la conseguenza che le risorse economiche a disposizione non sono sufficienti per sistemare i campanili pericolanti, le opere danneggiate, i pavimenti sgretolati. Tanto che si stanno valutando delle proposte di "riconversione": vanno individuati gli edifici che non rispondono più a specifiche necessità pastorali e contestualmente vanno trovate soluzioni per adibirli ad altri usi, ad esempio in ambito culturale e caritativo.

In tale contesto può rivelarsi fondamentale anche l'apporto dei comitati privati per la salvaguardia di Venezia. Per il gruppo di mecenati questo è il cinquantesimo anno di attività: si tratta di 23 associazioni di 11 Paesi diversi che nel tempo hanno realizzato un migliaio di progetti di salvaguardia della città: restauri di manufatti storico-artistici, ma anche progetti didattici e pubblicazioni. Solo nel 2016 sono stati conclusi 43 restauri, mentre sono 60 quelli attualmente in corso.

Mercoledì c'è anche stata la firma di un importante accordo tra i comitati e il ministero dei Beni culturali, che si impegna così a fornire il supporto tecnico necessario per realizzare gli interventi. Finora a fare da intermediario ci aveva pensato l’Unesco, chiedendo un riconoscimento economico che però è diventato troppo alto da sostenere per i comitati. Che quindi hanno chiuso la collaborazione. Nel corso dell'incontro è intervenuta anche la vicesindaco di Venezia,, Luciana Colle, che ha ringraziato i mecenati per quelli che ha definito gesti di amore per la città.

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