Cronaca

Incidente alla piscina di Mira, il Pm chiede l'assoluzione per il sindaco Maniero

È quanto emerso dall'udienza di giovedì: stessa sorte per tutti gli imputati per cui era stata chiesta la condanna, tranne il progettista del cantiere. Un ragazzo rimase tetraplegico

Il pubblico ministero Roberto Terzo nel novembre 2016 durante la sua requisitoria aveva chiesto una condanna di 8 mesi per concorso in lesioni gravissime, giovedì mattina lo scenario è cambiato. Ha chiesto l'assoluzione di tutti gli imputati, compreso il sindaco di Mira Alvise Maniero, meno uno: il progettista del cantiere della piscina dove nel luglio 2012 un ragazzino di 13 anni cadde dal tetto dopo essere salito sulla struttura con due suoi amici. La sua vita in un attimo venne distrutta, e il ragazzo rimase da quel momento tetraplegico. Bisognoso di cure H24.

Secondo il pm l'incidente si sarebbe verificato all'esterno del cantiere che in quel periodo interessava la piscina. Per questo motivo al guardiano della struttura e ai responsabili del cantiere non sarebbe addebitata alcuna responsabilità. Così come per il primo cittadino di Mira, che al momento del dramma era diventato primo cittadino da poco. Oltretutto proprio la settimana precedente alla caduta dal tetto nella vasca vuota del ragazzo era stato eseguito un controllo al termine del quale il cantiere era risultato a norma. L'unica richiesta di condanna (la sentenza sarà letta a metà luglio prossimo) è per il progettista della piscina e responsabile della sicurezza: secondo l'accusa sarebbe stato a conoscenza della debolezza strutturale del lucernario, e per questo avrebbe dovuto posizionare dei segnali di avvertimento.

Il processo, come detto, ruota attorno alla caduta di un adolescente dal tetto della struttura mirese il 20 luglio del 2012. Il giovane si trovava di sera in compagnia di altri due amici sul tetto della piscina, aveva messo un piede su un lucernario ed era caduto all'interno dell'edificio. Dopo l'incidente era rimasto tetraplegico e bisognoso di cure continue. Invalido al cento per cento. Per l'episodio sono stati rinviati a giudizio per lesioni colpose aggravate dal mancato rispetto delle regole antinfortunistiche il sindaco di Mira, Alvise Maniero, due dirigenti comunali, il gestore della piscina e i rappresentanti delle due ditte che a quel tempo erano impegnati in lavori di ristrutturazione. Nella lista anche il progettista del cantiere e responsabile della sicurezza.

Era quindi stato chiesto il processo per gli imputati, partendo dall'assunto che le misure antinfortunistiche del cantiere avrebbero dovuto essere presenti non solo per operai e tecnici, ma anche per eventuali terze persone presenti nell'area dove insistono tali norme. Ora la richiesta di assoluzione.

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