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Ilnor di Gardigiano di Scorzè, foto Fim Cisl Venezia su Twitter

Ilnor di Gardigiano di Scorzè, foto Fim Cisl Venezia su Twitter

Ilnor, tutto è perduto. Sindacati: "L'azienda di Scorzè chiude i battenti. In 100 a casa"

Una vertenza durata anni che solo fino a qualche giorno fa pareva essersi sanata con l'impegno delle parti a salvare l'occupazione. Poi il dietrofront. Martedì assemblea in azienda

Suona come il peggiore degli epiloghi l'annuncio della Fiom Cgil della chiusura, il prossimo primo aprile, dell'azienda Ilnor di Gardigiano di Scorzè, prodruttrice di laminati di metalli e dal 2010 parte del gruppo eredi Gnutti Metalli.

Il 20 gennaio scorso le organizzazioni sindacali e le rappresentanze aziendali, hanno raggiunto un accordo con la dirigenza della Ilnor in merito alla difficile vertenza, a salvaguardia dell’occupazione e dell’attivita? produttiva. Tale accordo prevedeva l’attuazione del piano industriale che consisteva nella continuita? delle lavorazioni dei laminati a Scorze? e la fusione per incorporazione della stessa Ilnor con la Eredi Metalli Gnutti di Brescia, accompagnando questo con il ricorso alla cassa interazione straordnaria e alla mobilita? concordata.

"Lunedì i vertici aziendali fanno dietro front comunicando - scrivono i sindacati - la definitiva chiusura del sito veneziano a far data dall' 1 aprile e il trasferimento di tutte le produzioni a Brescia. Una decisione che - proseguono le rappresentanze sindacali - se non contrastata comportera? la perdita del posto di lavoro per oltre 100 lavoratori. Al fine di trovare le soluzioni alternative, abbiamo richiesto al ministero dello Sviluppo Economico e alla Regione del Veneto un incontro urgente e martedì 28 marzo alle 8 e? prevista una assemblea in azienda che decidera? le prossime iniziative di lotta".

Le azioni di protesta a difesa della produzione e dell'occupazione non si sono risparmiate ne corso degli anni. I lavoratori affincati dai sindacati più volte avevano manifestato sul territorio, scioperando e mobilitandosi davanti alle più importanti sedi istituzionali veneziane, come la Regione a palazzo Ferro Fini, per scongiurare la chiusura dei battenti di un'unità produttiva che assicura stipendi ad oltre un centinaio di famiglie. 

Fino all'inizio del nuovo anno tutto sembrava andare per il meglio. Con un impegno di tutte le parti in gioco a garantire la sopravvivenza della Ilnor veneta. Poi l'inatteso e tragico epilogo lunedì. Ora non si tratta più del sacrificio di una parte della forza lavoro: a Scorzè sono coinvolti tutti. Ma nessuno intende "rimanere ad aspettare".

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