Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Via Fossa Donne

Chiude l'osteria dai Kankari: è stata una seconda casa per clienti, amici e musicisti

Trattoria, palco per artisti e luogo di autentico folklore veneto: i Kankari è stato tutto questo per almeno vent'anni. Tanta gente sta mostrando il proprio affetto ai gestori, che hanno preso la decisione a malincuore

Foto da Facebook - Ostaria Dai Kankari

Finisce un'era, chiude l'osteria dai Kankari di via Fossa Donne, a Marano di Mira. Lo ha annunciato Marco Rizzo, uno dei gestori, rammaricato per quella che è stata una scelta dolorosa ma obbligata: problemi legati alla struttura, ormai obsoleta, alla burocrazia e ad un accordo impraticabile con i proprietari dei muri. L'osteria dai Kankari era un posto più che amato, diventato un cult tra la gente della zona e oltre. «Incredibilmente ai vertici della classifica di TripAdvisor», scherza Marco: è stato lui, assieme a Moira, Juri e Pera a dare un'anima al locale in tutti questi anni.

«Amici, avventori, carissimi tutti: questo è un addio - è il messaggio di commiato della proprietà - Addio all'osteria, dopo vent'anni di cibo, concerti, in un susseguirsi di notti che vi hanno visto crescere, amarvi, trovare un po' di casa qui, tra queste mura». E infatti nei dintorni "i Kankari" lo conoscevano tutti, perché era un posto accogliente, pieno di vita, schietto. Ci si sentiva tra amici: si cenava con le ricette della tradizione veneta, si giocava a carte e a biliardino e soprattutto c'era la musica: centinaia di concerti e di artisti di ogni genere si sono susseguiti sul piccolo palco del locale, davanti ad un pubblico attento e caloroso. E poi gli eventi diventati dei classici, come la vigilia kankara, l'appuntamento immancabile per scambiarsi gli auguri di Natale.

«Ci sta chiamando moltissima gente - racconta Marco - In queste ore stiamo sentendo l'affetto di tanti musicisti e amici. I primi sono stati i jazzisti di Roma, per loro questa era la loro "casa a Nordest"». «È stata una sberla per tutti - ammette -. Adesso stiamo mettendo tutto in sicurezza e impacchettando il materiale da portare via. La prima urgenza è trovare un posto in cui mettere provvisoriamente macchinari e frigoriferi». I progetti per il futuro sono ancora incerti: «Per ora tiriamo i remi in barca - spiega - e nei prossimi mesi ci prenderemo del tempo per pensare. Entro l'estate, quando, spero, saremo fuori dall'epidemia, decideremo se ripartire e in che modo».

La vicenda è iniziata qualche mese fa, quando i gestori hanno tentato di acquistare l'edificio. «La perizia per chiedere il prestito è stata una grossa doccia fredda - spiegano - È emerso che le cucine e la sala ristorante erano condonate regolarmente, ma non avevano mai ottenuto l'agibilità. Questo ha costretto a sospendere l'attività alla ricerca di una soluzione con i proprietari, ma ogni tentativo di mediazione è fallito, ed eccoci qui, si chiude».

Quindi un messaggio ai frequentatori dell'osteria: «Con tutto il nostro cuore grazie per questi anni insieme, ci è impossibile nominarvi tutti, dai clienti abituali agli avventori sporadici, da chi ha passato più tempo qui che su un banco di scuola a chi è passato soltanto una volta, dai musicisti che hanno reso unico questo posto e i nostri lunedì sera, a chi dietro le quinte ha lavorato per farci avere il meglio del territorio, dagli allevatori ai cantinieri. Un abbraccio da Moira, Marco, Juri, Pera e la variopinta combriccola che negli anni ha presidiato il bancone, ovverosia gli osti, a voi tutti, perché i kankari siamo noi ma anche voi (senza offesa, ma con orgoglio), parte integrante della nostra strana famiglia allargata. A presto, dove, quando e come non si sa, ci si reincontrerà».

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