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Lavoro nero e scarsa igiene, sigilli ad un centro estetico cinese

Controlli dei carabinieri in diversi locali tra Mestre e Marghera mercoledì. Accertate violazioni talmente gravi da portare alla sospensione delle attività

Hanno passato al setaccio parte dell'entroterra veneziano con l'obiettivo di eseguire controlli su lavoro nero e rispetto della normativa igienico-sanitaria, prendendo di mira specialmente le attività commerciali a conduzione cinese. E i risultati non sono mancati: alla fine delle operazioni di mercoledì mattina i carabinieri della compagnia di Mestre, insieme al personale del N.A.S. di Treviso e al N.I.L. di Venezia, avevano chiuso un negozio ed elevato una lunga serie di sanzioni amministrative. Le verifiche riguardavano la salubrità dei locali, lo stato di conservazione degli alimenti e bevande somministrate e la funzionalità dei macchinari, nonché il regolare impiego del personale.

All’interno di un bar di via Circonvallazione a Mestre i militari hanno accertato che il gestore si era reso responsabile di una serie di violazioni penali, omissioni e carenze sia sotto l’aspetto igienico-sanitario che dell’impiego del personale: per lui è scattata una multa da 2mila euro, ma anche sanzioni amministrative per la non corretta applicazione degli standard sanitari HACCP e per non aver provveduto ad un’adeguata formazione del personale in materia di sicurezza.

A Marghera invece è stato chiuso un auto-proclamato centro estetico in via Trieste: anche qui al titolare è toccata una denuncia penale per le stesse violazioni sulla sicurezza, alla quale si è aggiunta la sospensione dell’attività per la mancanza della figura professionale necessaria all’esercizio del centro estetico. Ovvero, l’estetista.

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