Chiuso definitivamente l'hub di Cona: spostati gli ultimi 50 ospiti

Lo ha comunicato stamattina la prefettura di Venezia. I richiedenti asilo dovrebbero essere ridistribuiti fuori dal Veneto

L'interno del centro di accoglienza (foto d'archivio)

La ex base militare di Conetta da oggi è nuovamente vuota. In queste ore, ha comunicato la prefettura di Venezia, sono stati completati i trasferimenti degli ospiti rimasti nell'hub per migranti. Lo sgombero definitivo riguarda le ultime 50 persone, dopo che la struttura ne aveva contenute - secondo i dati ufficiali - anche fino a 1.500. Il provvedimento di sgombero prevede che i migranti vengano trasferiti fuori dal territorio del Veneto, divisi in nuclei di poche persone che saranno accolti in strutture idonee. Il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, ha espresso «apprezzamento per la rapidità con cui il governo ha deciso di adottare la soluzione dell'accoglienza diffusa».

I trasferimenti

L'operazione, scrive il prefetto Vittorio Zappalorto in una nota, «è stata possibile grazie all'attività svolta da mesi, da parte della prefettura, di ricollocamento dei migranti in altre strutture della provincia». Una manovra tesa appunto a «privilegiare l'accoglienza diffusa». «Da settembre è stato possibile ridurre di oltre 200 unità le presenze - prosegue la nota - Il trasferimento è avvenuto in accordo con i prefetti delle province venete che hanno fornito la loro collaborazione, oltre a 146 migranti destinati ad altre strutture fuori regione».

Cona svuotata

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha scritto giovedì mattina: «Chiuso il centro di accoglienza di Cona: ad inizio 2018 ospitava 744 immigrati, diventati 530 al primo giugno e 286 un mese fa. Oggi, zero». La notizia è stata subito commentata dal governatore Luca Zaia, che ha ringraziato il ministro: «È stata mantenuta la promesso di chiudere entro Natale. Mi complimento perché è stato impresso un cambio di passo a tutto il tema della politica dell’immigrazione».

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Armelao: «Una data storica»

«Il 20 dicembre diventerà una data storica per tutta la comunità di Cona e anche per noi forze dell’ordine - ha commentato Mauro Armelao, segretario regionale veneto di Fsp Polizia di Stato - che da ormai tre anni e mezzo siamo stati impegnati in maniera considerevole per garantire la sicurezza nella frazione di Conetta e non solo, in quella che è stata il simbolo dell’emergenza profughi in Italia; 1600 profughi in una frazione che conta appena 190 abitanti. Una polveriera, l’avevamo definitiva più volte, e finalmente con il cambio di governo, le politiche dell’accoglienza sono cambiate. Diminuiti quindi gli sbarchi si è riusciti a svuotare man mano questi centri di accoglienza e a chiuderli, prima Bagnoli e ora Conetta. Ci sentiamo di ringraziare il ministro Salvini per aver compreso la pericolosità di un simile assembramento di persone di etnie e religioni diverse, e di aver deciso di chiudere l’ex base di Conetta, che per tutti noi forze dell’ordine ma anche per i cittadini diventerà il simbolo dei sacrifici e della pazienza che per tre anni e mezzo ci hanno accompagnato». 

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