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La movida jesolana protesta: pentole e tamburi in piazza Mazzini

I giovani orfani dei quattro locali del centro, che ora devono chiudere alle due di notte, hanno manifestato rumorosamente prima di venire dispersi dalle autorità

Locali, bar e discoteche ora vengono “difesi” dagli stessi clienti: a Jesolo la decisione della Procura di Venezia di chiudere i quattro storici ritrovi intorno a piazza Mazzini ha portato i giovani della “movida” ad armarsi di trombette, pentole e tamburi per far sentire la propria voce, e così sabato, dopo il coprifuoco imposto alle due della notte, circa 300 ragazzi si sono schierati al centro della città per una protesta rumorosa che, però, come riporta il Gazzettino, è stata rapidamente dispersa dalle forze dell'ordine.

NIENTE PIÙ CONFUSIONE – A seminare scontento tra il “popolo della notte” è l'esposto firmato da circa 700 residenti e divenuto quindi un provvedimento stabilito dalla Procura lagunare, un foglio di carte che si è tradotto nella chiusura di saracinesche e consolle prima del previsto, alle due della notte, e in piena stagione estiva. Se già i locali stessi avevano protestato contro la decisione delle autorità, sabato è toccato ai clienti: quando i bar hanno iniziato a far uscire la gente per chiudere in tantissimi si sono schierati in piazza Mazzini, soffiando sulle trombette, battendo sui tamburi e picchiando le pentole, sempre scandendo cori contro il Gip e lo stesso sindaco Valerio Zoggia (che, però, in questa faccenda c'entra poco, dato che il provvedimento non arriva dal Comune). Le urla e il baccano si sono interrotti quando sul posto sono arrivati poliziotti e vigili, che hanno disperso i giovanissimi manifestanti, fermandone e identificandone sei; per loro potrebbe anche scattare una denuncia. Intanto la chiusura anticipata ottiene il plauso degli albergatori della zona, che parlano delle tante cancellazioni avute a causa del frastuono derivato dai locali e negano ogni coinvolgimento nelle proteste. Dall'altra parte della barricata, invece, sembra schierarsi la Fimaa, la federazione dei mediatori d'affari, che ribadisce l'importanza della “movida” di piazza Mazzini per attività e attrazione della zona (i proprietari di appartamenti o altri immobili rischiano di perdere il 50% del valore dei propri possedimenti, sacrificato in nome della tranquillità), ma che si dice anche pronta a cercare “un'altra piazza di Jesolo, magari meno fortunata”, per ospitare il “popolo della notte” e raccogliere il suo cospicuo indotto.

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