Cronaca

«Non bisogna anticipare le chiusure dei locali, ma intensificare i controlli. Anche nei mezzi pubblici»

Confcommercio contraria alle limitazioni orarie dei locali imposte dal nuovo Dpcm. Per la confederazione, il grande problema sono le folle nei bus, la movida nelle piazze e gli assembramenti davanti alle scuole

«Imporre nuove limitazioni serve solo a generare ulteriori difficoltà per i locali pubblici già così duramente provati dal lockdown della scorsa primavera. Chiediamo, piuttosto, che siano effettuati e sensibilmente aumentati i controlli sugli assembramenti e che siano comminate le sanzioni a chi non rispetta le regole». È questo il commento di Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto, in merito al nuovo Dpcm firmato nella notte dal premier Giusepe Conte, che prevede anche l'obbligo di chiusura per bar e ristoranti alle 24, oltre al divieto di consumazioni oltre alle 21 in assenza di servizio al tavolo.

La preoccupazione di Confcommercio

A Bertin ha fatto eco Massimo Zanon, presidente di Concommercio Unione Metropolitana di Venezia: «Da marzo viviamo una situazione difficilissima - ha spiegato - Questo nuovo provvedimento, adottato a fronte dell’aumento dei casi di contagio che ci sollecita tutti e ciascuno a non abbassare la guardia contro il virus, giocoforza genererà limitazioni sulla quotidianità delle persone. La gente si muoverà di meno, trascorrerà più tempo in casa, anche con contraccolpi psicologici: per le attività produttive la frequentazione si ridurrà e ne conseguirà, per forza, un ulteriore calo dei consumi. Siamo preoccupati per le ripercussioni sull’economia. In queste condizioni non possiamo che immaginare un futuro sempre più incerto. Come Confcommercio chiediamo che le misure anti contagio siano a più ampio spettro».

«Si intervenga su movida e folle nei mezzi»

Confcommercio, nello specifico, chiede che si intervenga piuttosto con forza «sulle folle nei mezzi pubblici, sulla movida sregolata e talvolta irresponsabile che si crea nelle piazze e sulle strade dei centri urbani e sugli assembramenti che si generano fuori dai cancelli delle scuole. Senza un piano organico non ci sarà una contrazione dei contagi».

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