Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca Lido

Rivoluzione Biennale, al Lido ci sarà una "cittadella diffusa" del Cinema

Il presidente Baratta: "Adesso non parliamo più di solo un palazzo centrale, ma tutti gli edifici danno il loro contributo con uguale gerarchia". Il sindaco Giorgio Orsoni d'accordo

La Biennale di Paolo Baratta, con l'assenso del Comune di Venezia, cambia radicalmente strategia sul nuovo palazzo del cinema al Lido, dopo lo stop al primo cantiere per mancanza di fondi e per problemi di natura ambientale. "Rispetto a prima - ha spiegato oggi Baratta - abbiamo capovolto la prospettiva: se la base doveva essere il nuovo palazzo e il resto le aggiunte, adesso non parliamo più di solo un palazzo centrale, ma di una vera e propria 'cittadella del cinema', in cui tutti gli edifici danno il loro contributo con uguale gerarchia". "E la strategia - ha aggiunto - diventa quella della valorizzazione al massimo dell'esistente, per alleggerire il più possibile la richiesta di una garanzia di posti nel nuovo edificio che sorgerà al posto del buco rimasto". Baratta vede dunque questa come la strada per "uscire dall'angoscia di dipendere solo dal nuovo palazzo", destinato a diventare semplicemente "un ulteriore elemento qualificante all'interno di un sistema dal buon livello logistico".

 
 "Non vogliamo mettere - ha detto ancora Baratta - condizioni troppo vincolanti al Comune rispetto all'edificio del nuovo palazzo, chiedendo ad esempio una sala da settecento posti che ne condizionerebbe la realizzazione. Ragionando nella logica dell'"aggiunta", possiamo ad esempio pensare di spostare dall'Excelsior nel nuovo edificio la parte del mercato, realizzando spazi logistici di altra natura, più adatti anche a una logica congressuale". "Il progetto - ha concluso il presidente della Biennale - va insomma totalmente rivisto, anche alla luce della nostra posizione di garanti del destino cinematografico, non dovendoci più assillare con problemi di sale. Quando parleremo di questa 'aggiunta', ci metteremo attorno a un tavolo per discutere, ma senza l'ansia numerica dei posti a sedere".
 
In sintonia con il presidente della Biennale Baratta, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ammette che "la fase di realizzazione del nuovo palazzo del cinema è ormai superata: stiamo lavorando per mettere a punto un piano di ricomposizione urbanistica dell'area, comprese le zone verdi, per la creazione di un ambiente accogliente sia per le funzioni cinematografiche che per quelle congressuali". Orsoni, dunque, afferma che "il cinema deve essere momento di rilancio e rivitalizzazione dell'isola, potenziando la funzione congressuale" e che "la conclusione è stata presa in maniera concorde con la Biennale, visto che riprende quanto detto in altre occasioni: l'edificiò, non più il 'palazzo', che dovrà sorgere nel buco residuo non è più vincolato al numero di posti. E, dalla sua valutazione, può venire fuori una struttura più multifunzionale, elastica, dedicata a quei fini congressuali che costituiscono una delle finalità nella cui prospettiva si sta muovendo il Comune". "Perché - conclude Orsoni - i congressi sono uno degli obiettivi fondamentali per rivitalizzare l'intera isola. Bisogna quindi cercare di creare una serie di strutture, di livello qualitativo elevato, per attirare un'attività congressuale permanente".
(ANSA)
Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rivoluzione Biennale, al Lido ci sarà una "cittadella diffusa" del Cinema

VeneziaToday è in caricamento