Migranti clandestini rinchiusi dal comandante nella cabina del traghetto: interviene la polizia

Quattro ragazzi appena maggiorenni sono stati soccorsi mercoledì all'attracco a Fusina. Hanno chiesto aiuto telefonando al 112, uno di loro è stato portato in ospedale

Scoperti a viaggiare a scrocco in un traghetto sulla tratta tra la Grecia e Venezia e rinchiusi in una cabina dal comandante della nave. È quanto accaduto a quattro giovani migranti, due afghani e due libici, che - secondo quanto riportato da Il Gazzettino - si erano imbarcati clandestinamente con l'intenzione di raggiungere le coste italiane. Il loro viaggio si è concluso con l'intervento della polizia di frontiera competente per l'area portuale in cui il traghetto ha attraccato, a Fusina.

Il fatto mercoledì mattina. La richiesta di soccorso è arrivata alla centrale operativa del 112, una telefonata preoccupata di un giovane che spiegava in uno stentato inglese di essere "imprigionato" insieme ad altri tre dentro una cabina. "Non ci fanno uscire, uno di noi sta molto male", avrebbe detto. In quel momento il traghetto, arrivato dalla Grecia alle 8.30, aveva già terminato le operazioni di sbarco, mentre nuovi passeggeri e veicoli stavano facendo ingresso per intraprendere la tratta in direzione opposta.

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Dopo un'accurata ispezione gli agenti intervenuti hanno appurato l'effettiva presenza dei quattro giovani, appena maggiorenni. Erano stati chiusi a chiave. Sono stati soccorsi e uno di loro è stato portato all'ospedale perché lamentava un forte mal di testa. Da quanto appurato il comandante li aveva scoperti a bordo poco dopo la partenza e aveva deciso di rinchiuderli, probabilmente con l'intenzione di riportarli in Grecia e non dichiararne la presenza alle autorità italiane. Rischia la denuncia per omissione e falsità in atto pubblico. I quattro avrebbero richiesto lo status di profughi.

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