Vaccino antinfluenzale, le dosi non bastano. Code agli ambulatori. L'appello: «Allestire gazebo»

Il Pd veneziano chiede al Comune di intervenire per rendere più confortevoli le attese. L'anticipo della campagna e l'aumento delle persone a rischio fa prevedere più disagi

Campagna di vaccinazione antinfluenzale

È corsa contro il tempo per recuperare altre dosi di vaccino antinfluenzale per la protezione delle persone a rischio. Quest'anno si preannunciano disagi in più, code e attese, poiché la campagna inizia il 12 ottobre e coinvolge più persone, a partire dai 60 anni di età non più dai 65. Per il Veneto è intervenuto l'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. La copertura garantita attraverso un'intesa fra Stato e Regioni arriva all'uno e mezzo per cento ma non basta, ha spiegato l'assessore. «La volontà è cercare di alzare la percentuale. Giovedì 7 ottobre c'è una commissione salute nella quale discuteremo di questo che un problema di tutte le regioni, e per fare in modo che ministero e Aifa recuperino più vaccini. Abbiamo una massiccia richiesta da chi ha la vaccinazione gratuita, dagli operatori sanitari e dalle forze dell'ordine. Potrebbero arrivare altri approvvigionamenti a novembre, ma la campagna inizia il 12 ottobre», afferma Lanzarin.

Intanto le agende di ambulatori e studi medici sono dense di appuntamenti e si formano code agli ingressi delle sale. A Venezia la situazione fotografata dai consiglieri Monica Sambo e Alessandro Baglioni del Partito Democratico li ha portati a chiedere l'intervento del Comune. «Intervenga a supporto della sanità per snellire le procedure di prenotazione e allestire tendoni e gazebo all'ingresso degli studi medici e ambulatori, rendendo l'attesa di cittadini meno gravosa e disagevole», scrivono.

A causa della pandemia da Covid-19, è stata anticipata la campagna per la vaccinazione antinfluenzale rispetto all'anno scorso, «situazione che comporterà inevitabilmente l'allungamento delle procedure e i tempi di somministrazione delle vaccinazioni. Si parla infatti di 3500 persone in più distribuite in tutto il Comune, di cui circa 400 in più nella città storica. Se a questo si aggiungono le norme di sicurezza anticovid come gli accessi contingentati e i tempi per la sanificazione, si rischia che proprio i residenti appartenenti a quella fascia a rischio, che si dovrebbe tutelare, siano sottoposti a lunghe code all’aperto all'ingresso degli ambulatori. Riteniamo necessario un supporto da parte dell'amministrazione comunale quantomeno per evitare disagi alle persone. Il momento che stiamo vivendo evidenzia la necessità di fare squadra. Siamo certi che il sindaco e l'amministrazione troveranno la formula migliore per aiutare i nostri residenti».
 

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