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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Ognissanti, Venezia "invasa". Appello: «Senza limiti si rischia una Seul»

Gasparinetti: «La discussione non è più rinviabile». Sambo: «Il contributo di accesso non regola i flussi». Martini: «Ticket, solo un modo per fare cassa. Manifestazione il 19 novembre»

«Vista la tragedia di Seul, e considerando anche il precedente di Torino (piazza San Carlo) riteniamo non più rinviabile una discussione seria sulla "soglia di accesso" a Venezia, intesa non come pretesto per far pagare un balzello che nulla risolverebbe (dato che per entrare basterebbe pagare), ma come tetto di presenze giornaliere a tutela dei residenti e dei lavoratori, dei turisti e degli escursionisti che affollano Venezia».

Usa parole forti il consigliere comunale Marco Gasparinetti (Terra&Acqua) nel suo appello, mentre Venezia nel pieno del ponte di Ognissanti "scoppia" di presenze turistiche, di escursionisti e famiglie in visita ai defunti per la ricorrenza. Centinaia di migliaia, complice il meteo primaverile più che autunnale del periodo. Tra i primi a lanciare l'allarme domenica mattina gli autisti e piloti dei servizi di trasporto Actv, che hanno chiesto rinforzi alla centrale operativa per avere delle corse bis ed evitare di lasciare gente a terra. L'azienda ha messo in campo tutto quello che poteva e nel frattempo il Comune informava via social del traffico lungo il ponte della Libertà e del tutto esaurito nei garage.

Ordine pubblico

«Alla luce dei numeri di questo ponte del primo novembre, non possiamo più accontentarci di dire semplicemente "no" al contributo di accesso (che è la non-soluzione proposta dalla giunta) - prosegue Gasparinetti - Per ragioni di ordine pubblico e salvaguardia dell'incolumità delle persone, riteniamo possibile introdurre restrizioni alla libera circolazione non già monetizzandole, ma definendo una soglia di carico, annunciandola con largo anticipo, implementandola con un sistema di prenotazione, per i non pernottanti, nei fine settimana come questo». In tema di prenotazioni necessarie per evitare situazioni di sovraccarico per una meta come quella lagunare che è sempre più attrattiva, in linea di principio concordano tutti. Ma sui limiti all'ingresso, sul come stabilirli, sui sistemi per gestire i flussi durante l'anno e i controlli per farli rispettare, maggioranza e opposizioni si dividono. E discordano anche le categorie economiche, le associazioni, i comitati e i sindacati.

Resta il fatto che, commenta Gasparinetti, «nel bilanciamento degli interessi quando a essere in gioco è l'incolumità delle persone diventano lecite anche le misure restrittive che non lo sarebbero, se l'obiettivo principale fosse quello di "fare cassa". Della soglia di carico si parla da 20 anni, sono certo che gli operatori turistici e i turisti per primi capiranno come uno spazio finito non possa accogliere folle infinite, con i rischi che ne conseguono».

Politiche urbanistiche

Anche per il Partito Democratico, «non c'è alcun nesso tra il contributo di accesso e la regolamentazione dei flussi. In assenza di un numero massimo detto “soglia di carico” di visitatori al giorno, fissato per motivi di sicurezza, il contributo non garantisce alcuna possibilità di limitare le presenze a Venezia. È un buon modo per fare cassa ma non regolamenta e intercetta i turisti a monte, come non ne regolamenta il numero - commentano Monica Sambo e Tommaso Bortoluzzi della segreteria, che chiamano in causa le politiche urbanistiche -. La costruzione di nuovi alberghi come quello del Tronchetto da 400 camere, l'apertura di un nuovo hotel alla ex Camera di Commercio, la vendita di Palazzo Donà e Palazzo Papadopoli per offerta ricettiva vanno in senso opposto alla limitazione del numero di presenze in città», affermano.

La manifestazione

«Il contributo di accesso non ha nessun valenza sul piano della gestione dei flussi. Non serve assolutamente a bloccare o a migliorare nulla. È un modo per mostrare di aver fatto qualcosa e per far cassa - dice anche il consigliere comunale Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme!") -. Ci opporremo in tutti i modi. Una dimostrazione sarà la manifestazione del 19 novembre che partirà da Campo Santa Margherita e arriverà a Campo Manin».

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