Coibenti: volantinaggio al Petrolchimico per non far morire il settore

Domattina dalle 6 e mezza la protesta in portineria 9. «Consapevoli delle difficoltà ma anche delle trasformazioni in corso. Basta gare al ribasso e diritti tagliati»

Portineria 9 Petrolchimico Porto Marghera, archivio

Settore dei coibenti in agitazione. Domattina, 4 luglio, sarà volantinaggio anche per i dipendenti del Petrolchimico di Porto Marghera, davanti alla Portineria 9, dalle 6 e mezza. Sono 200 circa, distribuiti nei cantieri, in Raffineria e in Fincantieri: alla Isolfin, Termisol Termica e in Riva&Mariani. Chiedono il rinnovo del contratto nazionale fermo al 2015. E, prima ancora, l'abbattimento di quella specie di muro che divide azienda e addetti, che negli anni si è rafforzato impedendo qualsiasi tentativo di confronto, specie con il peggiorare delle condizioni economiche.

I diritti

Le coibentazioni termoacustiche includono 3.000 lavoratori il cui Ccnl è scaduto il 31 dicembre del 2015. «L’ultimo rinnovo - spiegano i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil - con l’associazione Anicta, che rappresenta il settore, risale al 4 aprile 2013. Da allora l’associazione ha eretto un muro insormontabile per arrivare a un rinnovo contrattuale dignitoso. Siamo consapevoli che il settore è in difficoltà, sia per le condizioni del mercato che per le decisioni della committenza di generare appalti al massimo ribasso assegnando gare ad aziende che non applicano il Ccnl Coibenti. Siamo altresì coscienti che il settore è in profonda trasformazione ed è proprio per questo motivo che vogliamo un confronto costruttivo».

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Il confronto

«Nell’ultimo confronto la risposta di Anicta è stata la destrutturazione del contratto - continuano le sigle -: riduzione dei diritti e trattamenti, tagli alle percentuali della prestazione lavorativa e alla retribuzione annuale (14esima mensilità), per un risparmio generale sul costo del lavoro. Riteniamo questa una via non percorribile in quanto penalizza unicamente i lavoratori e non rilancia la competitività delle aziende del settore. Chiediamo una riapertura ufficiale del tavolo del rinnovo contrattuale e una posizione chiara di Anicta sulle sue reali intenzioni di entrare nel merito del confronto sindacale».

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