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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Colletta dei funzionari del Tribunale per spedire il ricorso di Chisso in Cassazione

Il pacco contenente il ricorso presentato dall'avvocato Antonio Forza, contro la carcerazione dell'ex assessore regionale Renato Chisso era stato rifiutato tre volte dalle Poste Italiane

Una colletta tra i funzionari del Tribunale di sorveglianza per pagare alle Poste l'invio alla Corte di Cassazione del ricorso presentato dall'avvocato Antonio Forza, contro la carcerazione dell'ex assessore regionale Renato Chisso.

"Magari si fosse trattato di chili: purtroppo si tratta di soldi": inizia così la lettera firmata dal direttore amministrativo del Tribunale di sorveglianza di Venezia, dottoressa Piera Dalla Zuanna ed inviata alla stampa locale. Il pacco contenente il ricorso dell'avvocato era stato respinto per ben tre volte dalle poste: non per una questione di peso eccessivo, bensì per un problema economico. La convenzione del ministero della Giustizia con Poste italiane per la spedizione a mezzo raccomandata dei plichi di peso superiore ai due chilogrammi infatti sarebbe scaduta il primo dicembre, da qui il rifiuto delle poste di spedire il pacco.

Ai funzionari del Tribunale non sarebbe quindi rimasta alcuna alternativa che sborsare i quattrini di tasca propria. "Il fascicolo con gli atti del ricorso è stato tempestivamente preparato dal Tribunale di sorveglianza e consegnato all'ufficio postale - ha continuato il comunicato del direttore amministrativo del Tribunale -, ma il primo dicembre era scaduta la convenzione del ministero della Giustizia con Poste italiane per la spedizione dei pacchi con peso duperiore ai 2 chili. Nell'impossibilità di 'spacchettare' il plico la direzione del Tribunale si è trovata in stallo: perciò, dal momento che l'ufficio non ha autonomia di spesa, i funzionari del Tribunale hanno provveduto di tasca propria alla spedizione del plico".

Come la stessa Piera Dalla Zuanna ammette, "non sono importi che pregiudicano la nostra vita, soprattutto di fronte alla consapevolezza dei diritti di tutti i condannati ad ottenere risposte nei tempi previsti", ma ovviamente non dovrebbero essere di certo i funzionari a dover prendersi carico di ciò. "La colletta - conclude la lettera inviata alla stampa - verrà ripetuta nel caso si verificasse l'esigenza di un'altra spedizione, sperando che nel frattempo vengano chiarite dal ministero nuove modalità operative".

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