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Addio Carive, i tesori d’arte potrebbero andare a Vicenza

Dopo la fusione dell'ormai ex Cassa di risparmio di Venezia in Intesa Sanpaolo le opere d'arte e le diverse collezioni potrebbero essere trasferite nella sede della fondazione a Palazzo Leoni Montanari

L’addio alla Carive, entrata nel gruppo Intesa Sanpaolo, potrebbe “impoverire” Venezia. Come riporta il “Gazzettino”, infatti, con la fusione ormai consolidata, i tesori d’arte e l’imponente collezione custodita da tempo immemore nel palazzo di Campo San Luca potrebbero prendere la strada per Palazzo Leoni Montanari a Vicenza sede strategica della fondazione, anche culturalmente con l'allestimento di esposizioni permanenti o temporanee.

QUI GIACE LA STORIA DELLA CARIVE


LO SCENARIO. Uno scenario che, dopo un Tintoretto a quanto pare già “trasferito”, potrebbe riguardare dipinti di altri grandi maestri quali Canaletto e Tiepolo, ma anche documenti, stampe, monete, miniature e quanto altro di prezioso otto secoli di storia lagunare possano raccontare. Un’intera collezione di cui beneficerebbe, dunque, Vicenza. Accadrà? In linea teorica per un escamotage burocratico, le opere dovrebbero restare nelle sedi della soprintendenza di competenza, quindi in questo caso nella città lagunare, ma, come spesso accade, “trovata la legge fatto l’inganno”. Si perché con il comodato d’uso Intesa Sanpaolo potrebbe chiedere il trasferimento di alcune delle opere a Vicenza. E rinnovare di anno in anno la richiesta, trasferendo in pratica tutto il tesoro “stabilmente” con buona pace di Venezia e della sua storia racchiusa nell’ormai ex Carive.

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