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Smantellata una banda specializzata in attacchi hacker agli sportelli bancomat

Avevano accumulato 800mila euro in pochi mesi. Uno dei furti è avvenuto a Spinea a fine ottobre. Almeno 12 persone coinvolte

Nello scorso fine settimana i carabinieri di Monza hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di una serie di persone di nazionalità moldava, di età compresa tra i 23 ed i 39 anni, accusate di far parte di una banda specializzata in colpi ai danni di sportelli bancomat atm. L'indagine era stata avviata a settembre e ha portato a scoprire l’esistenza di un’organizzazione attiva sia all'estero che in Italia, soprattutto in Lombardia e in Veneto. Avevano affinato una tecnica detta "black box", con cui riuscivano a penetrare nei sistemi informatici degli sportelli e ottenere l’erogazione del contante. Un lavoro "pulito", senza bisogno di esplosivo.

Sportelli espugnati con un malware

Il modus operandi era sempre lo stesso. Dopo aver tolto il pannello della luce di cortesia (per i postamat) o aver creato un foro nella parte laterale della tastiera (per gli atm degli istituti di credito), individuavano il multicavo seriale e lo collegavano ad un noteook e ad un router esterno. A quel punto entrava in azione, da remoto, un team di hacker che installava un malware in grado di acquisire i privilegi di amministratore del sistema operativo dell’atm e quindi di lanciare il comando di erogazione delle banconote. In questo modo avevano effettuato colpi in varie zone della Lombardia e delle province di Padova, Vicenza e Venezia, tra cui uno al Banco San Marco di Spinea, il 28 ottobre.

Dall'Italia alla Polonia e ritorno

L'inchiesta ha fatto emergere in tutto 12 componenti dell'organizzazione criminale: oltre ai 6 arrestati oggi altri 3 sono attualmente incarcerati in Polonia, uno è rientrato in Moldavia prima di essere fermato, 2 potrebbero non essere più sul territorio italiano. I malviventi, suddivisi in tre squadre, dopo aver colpito alcuni obiettivi in Italia si erano trasferiti in Polonia, in Repubblica Ceca e in Lituania, facendo infine rientro in Italia a seguito dell’arresto, in Polonia, di un’intera squadra durante un tentativo di furto ai danni di uno sportello bancomat.

Decine di colpi

Il gruppo era bene organizzato e aveva numerose basi logistiche sparse tra le province di Milano, Monza, Bologna, Modena, Roma, Viterbo, Mantova, Vicenza e Parma; i componenti utilizzavano varie automobili intestate a prestanome, generalità diverse, cambiavano continuamente sim del cellulare e pianificavano i colpi nel dettaglio. Secondo gli investigatori la banda avrebbe commesso almeno 35 assalti ai bancomat, tra tentati e consumati (ma ci sono ulteriori verifiche su altri 20 colpi) per un profitto di circa 800mila euro. Tutti nell'arco di circa 7 mesi.

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