Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Ulss3, La malattia psichiatrica “si cura” con l’orto: coltivato a Chioggia dagli ospiti del Csm

Il progetto in collaborazione con la cooperativa Giotto. Ad occuparsene sono sei ragazzi. Dal Ben: "L'ottica è che mentre essi curano le piante queste si prendono cura di loro"


Riabilitarsi con la natura. A Chioggia nasce l’orto sinergico, una coltivazione alternativa, rispettosa della natura, che ha una valenza sociale perché a prendersene cura sono sei ragazzi seguiti dal Centro di Salute Mentale del Distretto di Chioggia del dipartimento di Salute Mentale della Ulss3, diretto dal dottor Andrea Angelozzi. Un progetto completamente nuovo per il territorio che è stato possibile grazie alla collaborazione tra la Ulss3 e la Giotto cooperativa sociale.

“Quando mi hanno spiegato il progetto e l’ho visto nascere – ha dichiarato il direttore generale della Ulss3, Giuseppe Dal Ben -  ne sono stato entusiasta. E’ come tornare alle radici della nostra cultura, ritornando a coltivare la terra in maniera naturale, senza artifizi, riscoprendo i valori di un’agricoltura biologica ed ecocompatibile. Un lavoro della terra quotidiano che ha visto appassionarsi sei ospiti del nostro Centro di Salute Mentale, con l’ottica che mentre essi curano l’orto, anche l’orto a sua volta si prende cura di loro”.

Nell’orto sinergico vengono coltivati soprattutto prodotti veneti e locali: piselli, patate, cipolle bianche, sedano, pomodori a ciliegia, mais, melanzane tonde e lunghe, ma anche aromi come la salvia, il basilico, la menta alpina. Attorno alberi da frutto con mele e prugne. Un orto studiato, in tutta la sua particolarità, dalla cooperativa Giotto. “Rispetto all’orto tradizionale – ha spiegato il presidente della Cooperativa Sociale, Nicola Boscolo Boscoletto - quello sinergico prevede la convivenza di piante che promuovono l’autofertilità. Inoltre la sua coltivazione viene fatta in maniera naturale, senza fertilizzanti, avvalendosi della cosiddetta pacciamatura, ossia di un composto di foglie e paglia che protegge la superficie da coltivare e la preserva anche dagli sbalzi climatici. Sempre a protezione delle verdure e della frutta che vi crescono, si sono aggiunti anche i ricci che di notte si muovono liberamente all’interno dell’orto liberandolo dalle lumache”.

Un progetto di chiaro impatto sociale che ha come obiettivo anche quello di contrastare lo stigma delle persone con problemi psichiatrici. “E’ un modo per superare l’idea che molti hanno ancora del Centro di Salute Mentale – ha spiegato la direttrice dell’Uoc di Psichiatria di Chioggia, la dottoressa Marisa Marcato – come di un servizio di cura che deve rimanere chiuso dentro le mura. Con questo progetto il centro apre le sue porte e mette le basi per una collaborazione anche con le scuole nell’ottica di educare i giovani nel rispetto della natura”.

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