Presìdi, cortei e comizi: Forza Nuova e no global non a contatto, tafferugli evitati FT/VD

Un migliaio di persone davanti alla stazione di Santa Lucia si è poi messo in marcia verso Santa Margherita. Il comizio dei militanti di estrema destra, invece, spostato a Ca' di Dio

Nessun tafferuglio in laguna, dopo i timori della vigilia. Le carte in tavola sono cambiate all'improvviso e tutti hanno avuto la possibilità di esprimere le proprie idee senza venire a contatto. In quel caso sarebbero stati guai. Domenica pomeriggio a Venezia sono andati in scena il comizio elettorale di Forza Nuova, partito di estrema destra, e il presidio antifascista della galassia dei centri sociali, che ha "sfruttato" il comizio di Liberi e Uguali davanti alla stazione ferroviaria di Santa Lucia.

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Cambio di programma

In origine i forzanovisti dovevano parlare in campo San Geremia, a due passi da dove un migliaio di persone avevano tutte le intenzione di allontanare i "neofascisti" dal centro storico. Alla fine la sessantina di attivisti di Forza Nuova, compreso il leader nazionale Roberto Fiore, sono stati trasportati via acqua dal PalaExpo di Marghera a riva di Ca' di Dio, vicino all'Arsenale. Praticamente dalla parte opposta del centro storico lagunare rispetto al presidio della galassia dei centri sociali. "Lasciamo ad altri la guerriglia urbana - ha dichiarato in una nota il coordinatore regionale del partito di estrema destra, Andrea Visentin - abbiamo il dovere di tutelare e preservare il nostro messaggio politico. Proseguano pure i signori della sinistra antagonista a fungere da braccio armato del sistema". La volontà di spostare il comizio sarebbe dunque partita da Forza Nuova, ma naturalmente molto hanno contribuito Prefettura e Questura nell'indurre a rimodulare i programmi del partito.

La diretta twitter

"Venezia è antifascista"

Dall'altra parte della barricata la visione è diametralmente opposta: "Venezia è antifascista - ha scandito al microfono Tommaso Cacciari, leader no global - la città ha dimostrato che Forza Nuova non la vuole. Sono stati confinati lontano dal centro". Nel piazzale davanti alla stazione diverse centinaia di persone, di tutte le età. Generazioni a confronto, ma contraddistinte dallo stesso messaggio antifascista: presenti i deputati Michele Mognato e Davide Zoggia, di Liberi e Uguali, la consigliera comunale del Partito Democratico, Monica Sambo, rappresentanti del Partito comunista dei lavorati e di Potere al Popolo. Tra le associazioni Emergency, l'Anpi, la comunità Lgbt, comitato No Grandi Navi e tante altre. Alla notizia dello spostamento del comizio forzanovista è partito il coro di "bella ciao", dopodiché dal piazzale davanti alla stazione è scattato un corteo che si è dipanato per le calli veneziane fino a campo Santa Margherita, dove tra musica e balli è stato scandito più volte lo slogan più in voga del pomeriggio: "Venezia è e sarà sempre antifascista".

LUIGI BRUGNARO OK-10

All'interno della centrale operativa della Questura

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La macchina della sicurezza

A controllare la situazione un ingente numero di operatori delle forze dell'ordine: nel primo pomeriggio erano stati istuiti dei filtraggi all'altezza dei Pili sul ponte della Libertà, mentre piazzale Roma appariva quasi "militarizzato" tra camionette di polizia, carabinieri e guardia di finanza. All'opera agenti in borghese e in divisa. In prima linea dirigenti della questura e dei carabinieri, oltre al comandante della polizia locale, Marco Agostini. Un ottantina i vigili mobilitati, con in più un paio di idroambulanze e pompieri. Oltre, naturalmente, agli uomini della Digos.

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