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Venezia, gli esercenti temono di più i furti ma ne subiscono di meno

Il 70% dice che il fenomeno è in aumento, contro il il 45% della media veneta. Ma solo il 7% l'ha vissuto tra esperienza diretta e non, contro il 16% nazionale

C'è un problema, oltre che oggettivo, anche di percezione. È quanto emerge dall’indagine svolta da Confcommercio sui fenomeni criminali, i cui risultati sono stati presentati mercoledì nella giornata di mobilitazione nazionale sulla legalità organizzata dell’associazione. Le interviste somministrate ai propri consociati dimostrano sicuramente che i negozianti e gli esercenti del nostro territorio considerano i furti e le rapine come prima fonte di preoccupazione, seguita a ruota dall'abusivismo commerciale.

La domanda è: quali crimini sono aumentati di più nell’ultimo anno? I furti sono in testa su tutto il territorio nazionale, ma in modo diverso: lo pensa il 57% dei commercianti italiani, il 69% dei commercianti veneti e il 76% di quelli veneziani, a dimostrazione del fatto che in laguna c'è un senso di insicurezza decisamente accentuato. Dato analogo per quanto riguarda rapine, estorsioni e usura: secondo il 39% dei commercianti veneziani la situazione è peggiorata, contro il 32% a livello veneto e italiano. Eppure quando si chiede loro se abbiano mai vissuto direttamente o anche solo indirettamente un’esperienza criminale, solo il 7% dice di sì, contro il 9% regionale e il 16% nazionale. Spesso i commercianti ricorrono a contromisure: a Venezia il 65% ha installato una telecamera o un sistema d’allarme, in 52% ha stipulato un’assicurazione, il 27% si è affidato alla vigilanza privata, il 25% ha presentato una denuncia, il 15% si è rivolto a una associazione di categoria.

C'è poi il capitolo degli abusivi, coloro che vendono merce contraffatta o che operano in modo completamente irregolare su calli, ponti, marciapiedi: la loro concorrenza è sentita come seconda "piaga" della provincia: il 70% degli intervistati dice che il fenomeno è dilagato nel 2015, mentre in Veneto l’aumento viene percepito "solo" dal 45% del campione. Infine l'associazione di categoria ha evidenziato l’incidenza negativa delle manifestazioni (sagre o feste di paese) che godono dai regimi fiscali agevolati: un fenomeno che, dice Confcommercio, toglie ai negozianti 124 milioni di fatturato ogni anno. Di certo, per quanto riguarda i crimini, si chiede la certezza della pena un mercato con regole uguali per tutti.

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