menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Cinzia Zincone in un dibattito all'Ateneo Veneto (la prima a destra)

Cinzia Zincone in un dibattito all'Ateneo Veneto (la prima a destra)

Crociere: 4 i concorrenti del bando per il terminal canale nord, sponda nord

L'intervento del commissario Zincone in IV commissione (unita alla V). «Valuteremo ciò che presentano. La soluzione è la più praticabile in attesa del concorso di idee». Critica l'opposizione: «Rischio commistione fra navi bianche e commerciali sul canale dei Petroli». Il senatore dem Ferrazzi contro l'escavo del Vittorio Emanuele III: «Forzatura inutile»

Concessioni dei terminal, conche di navigazione, manutenzione dei canali portuali e prospettive della crocieristica: i problemi del porto restano, le persone invece sembra stiano cambiando. Il commissario straordinario del porto di Venezia, Cinzia Zincone, ha detto di aver appreso ieri della nomina del nuovo potenziale presidente dell'Autorità portuale dell'alto Adriatico, Fulvio Lino di Blasio, dalle agenzie. Il tecnico, com'è già stato definito, lo ha indicato il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, fra gli altri nuovi vertici dei porti italiani. Giovane (neanche 50 anni) e di esperienza, di Blasio arriva da Taranto. Quello di oggi, mercoledì 21 aprile, potrebbe essere uno degli ultimi interventi del commissario del porto e provveditore Zincone, che tutti hanno ringraziato per il coraggio e per il dialogo instaurato con le istituzioini. Ci vorrà almeno un mese per sapere se l'ex segretario del porto di Taranto sarà definitivo. 

Zincone è intervenuta in IV commissione consiliare (insieme alla V) per rispondere ai tanti quesiti di maggioranza e opposizione, prima di tutto sulla crocieristica. Il commissario ha confermato che la costruzione del terminal da 41 milioni di euro (più uno di progettazione) lungo il canale nord, sponda nord, è la via più praticabile nel breve e medio periodo, per 2-3 navi al massimo, in attesa del concorso di idee per l'offshore che potrebbe richiedere 10-15 anni. In Marittima continueranno ad andare le navi più piccole. Tiv e Vecon, i due terminal, non sono utilizzabili (sebbene Vecon sia praticamente a posto) per i parametri di sicurezza richiesti dall'emergenza Covid. Lo stesso vale, secondo Zincone, per la soluzione "Redentore" (dove approdano alcune navi in circostanze particolari), di cui ha parlato il consigliere del Pd Giuseppe Saccà. Pareri contrari, quanto a garanzie di sicurezza, avrebbe incassato anche il progetto Duferco De Piccoli dell'offshore alla bocca di Malamocco, che si è bloccato dopo il parere Via (valutazione impatto ambientale). «Alla gara per il progetto di fattibilità tecnico economica di un nuovo terminal crociere, in canale industriale nord, sponda nord - continua Zincone - abbiamo avuto 4 offerte. Vedremo di cose si stratta». Le buste saranno aperte a giorni, al momento non si conoscono i proponenti.

L'opposizione è scettica sull'intervento da 40 milioni che rischia, visti i tempi lunghi del concorso di idee, di diventare il terminal definitivo tralasciando, hanno detto vari consiglieri, la commistione tra navi bianche e commerciali lungo il canale del Petroli, vicino a Fincantieri. Al contrario, riflette il consigliere comunale della Lega e onorevole Alex Bazzaro, «se il canale nord potrà avere uno spazio alla Camera non condannando Venezia a tornare 9 anni indietro con le crociere sul canale della Giudecca, lo si dovrà all'emendamento presentato dalla Lega a un disegno di legge che vuole risolvere con un offshore», cambiando tutto ma per ora non cambiando niente. La presidente Deborah Onisto, che in apertura di commissione ha letto una nota del Comitato Venezia Lavora, ha ricordato le migliaia di famiglie legate al porto che attendono soluzioni. «Occorre remare tutti e presto dalla stessa parte - dice la consigliera Fucsia Giorgia Pea - o la crocieristica, il turismo e le attività moriranno». «A differenza di altri, più interessati alle vicende dei vip e alle collette improbabili, noi parliamo con i lavoratori», attacca il vicesindaco Andrea Tomaello. «Ringrazio - ha proseguito l'assessore Simone Venturini - il commissario Zincone perchè ha saputo ricreare un dialogo fra la città e il porto che mancava da anni. Il governo non può pensare di agire, come il precedente esecutivo ha fatto, calando le decisioni dall'alto, vedi l'Autorità per la laguna. In attesa del concorso di idee non sappiamo dove far ormeggiare le navi». «Sarebbe essenziale fare squadra a livello locale per chiedere con forza una soluzione definitiva fuori della laguna, non solo per mantenere i posti di lavoro ma anche per sviluppare le attività del porto e dargli un vero futuro di lungo periodo e garantire tutte le attività esistenti (anche quelle industriali). Invece alcuni esponenti di maggioranza chiedono ancora delle soluzioni definitive a Marghera», commenta la capogruppo Pd Monica Sambo.

Il capitano Antonio Revedin dell'Autorità portuale ha risposto al consigliere Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme) sull'area lavaggi a Santa Marta. Alcuni comitati hanno proposto di farne zona di insediamento di attività artigianali e anche punto di arrivo della ciclabile Venezia-Monaco. È stata firmata una convenzione con Rfi (ferrovie italiane) per il recupero di una parte della strada e interventi alla viabilità con una rotatoria. «Poi verrà avviato un dibattito con la cittadinanza», ha detto. Sul recente memorandum per l'idrogeno, Revedin ha ricordato che ci sono due step: il primo, per un progetto di produzione di energie rinnovabili, e il secondo, per il deposito di ammoniaca che serve a trasportare l'idrogeno, in accordo con Idrogen Park degli industriali e Sapio.

«Alcune scelte fatte sono irrevocabili - conclude Zincone - penso al Mose. Che tuttavia, se non accompagnato da interventi, condanna il porto a continuare a perdere posizioni rispetto alla concorrenza». Il commissario pensa alle conche di navigazione, Malamocco e Chioggia. «Il provveditorato sta intervenendo, al di là dei ragionamenti sulle responsabilità, investendo risorse per mettere in funzione le conche anche in pendenza dei procedimenti in corso». In Commissione Ambiente del Senato, «ho bloccato l'inutile e dannosa forzatura di inserire nel decreto del governo l'escavo del canale Vittorio Emanuele III - afferma il senatore Andrea Ferrazzi, capogruppo dem nella commissione Ambiente - . Il decreto 45 del 2021 prevede, per contrastare il fenomeno del gigantismo navale, l'avvio della fase di progettazione per l'attracco delle grandi navi fuori dalla laguna e nel frattempo la presenza dentro la laguna. Ci si fermi a questo».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lo show "4 Hotel" dello chef Bruno Barbieri parte da Venezia

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento