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La sicurezza "corre" su Whatsapp: controllo di vicinato dà i suoi frutti, "ma bisogna educare"

Il consigliere delegato alla sicurezza partecipata Gavagnin martedì mattina in audizione a Roma. Occasione per fare il punto su un sistema nuovo per Venezia, in rapida crescita

Controllo di vicinato, punto della situazione. Martedì mattina, il consigliere delegato alla sicurezza partecipata del Comune di Venezia, Enrico Gavagnin, è stato ricevuto a Palazzo San Macuto a Roma alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie: si è trattata dell'occasione per parlare di controllo di vicinato e sicurezza partecipata.

Il controllo del vicinato è un "fenomeno" nuovo a Venezia, in costante crescita. "I gruppi - ha spiegato Gavagnin - sono aumentati da 5 a 25, da 800 aderenti si è passati a 1800. Il sistema funziona e si autogenera, permettendo una maggiore consapevolezza di chi aderisce e un migliore controllo delle aree coinvolte".

Termometro sociale. A quanto emerge, la paura del crimine non è la principale tra i cittadini, e si stanzia al quinto posto. Altri sono gli aspetti che sembrano "più cari" alle persone: il degrado innanzitutto, fattore che emerge da elementi apparentemente di scarsa importanza quali l'illuminazione pubblica, l'abbandono della spazzatura, le buche. E poi le persone sospette. Il degrado e la necessità di sconfiggerlo, quindi, prima di ogni cosa.

L'efficacia delle segnalazioni telematiche. I gruppi di controllo del vicinato hanno attivato una rete di comunicazione attraverso WhatsApp, rapida ed immediata. Un "filo" che permette di segnalare in tempo reale presenze sospette nel territorio: possibili ladri, ma anche truffatori o disturbatori. "È un sistema semplice, ma che funziona - ha spiegato Gavagnin - Prima i segnalatori avvertono le forze dell'ordine, poi si scrivono attraverso WhatsApp per allertare l'intera rete di controllo sulla presenza di potenziali pericoli in zona".

"Il primo passo è stato organizzare incontri informativi sul controllo di vicinato, avvisando sempre preventivamente la Prefettura, in base al Protocollo d'intesa sottoscritto con 18 comuni dell'area metropolitana, tra cui, appunto, Venezia - ai quali hanno partecipato in qualità di relatori i rappresentanti della polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza e della polizia municipale. A questi è seguita la formazione spontanea di gruppi di controllo di vicinato, per cui si è compiuto il passo successivo, dando il via ad incontri informativi tecnici, durante i quali sono stati individuati i coordinatori di gruppo".

Durante l'audizione ha preso la parola anche Francesco Caccetta, vicepresidente dell'Associazione nazionale controllo di vicinato. "Il controllo - ha spiegato - non riguarda solo il crimine, che anzi è in diminuzione. Ma soprattutto ciò che è di contorno, come gli atti di inciviltà ed il degrado. Aspetti che mettono a repentaglio la coesione sociale, indebolendo il senso di appartenenza e di comunità. Il rischio è che la gente percepisca come ostile il proprio stesso territorio, abbandonando lo spazio pubblico e rinchiudendosi". "I furti sono sempre esistiti - ha aggiunto - Ciò che cerchiamo di fare con il sistema di controllo del vicinato è insegnare ai cittadini a ridurre al minimo i rischi e fare segnalazioni qualificate alle forze dell'ordine".

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