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Comune e Iuav vanno a braccetto per potenziare il "Grande Fratello"

Protocollo tra Ca' Farsetti e l'Ateneo per migliorare le performance delle reti di telecamere in uso per incrementare la sicurezza in laguna

Il Comune di Venezia e l’Università IUAV di Venezia hanno sottoscritto mercoledì un protocollo d’intesa per la progettazione e la realizzazione di sistemi di monitoraggio per la mobilità sicura mediante reti di telecamere e sensori distribuiti, secondo il paradigma della smart city. I campi previsti di intervento riguardano sia gli attuali sistemi per il monitoraggio dei natanti, sia l’installazione di sistemi per il monitoraggio di parametri ambientali mediante reti di sensori wireless.  

Oltre alla rete di telecamere per il monitoraggio dei natanti, il protocollo d’intesa pone le basi per future collaborazioni nell’ambito delle reti di sensori per il monitoraggio ambientale. La disponibilità delle attuali installazioni lungo il Canal Grande (e non solo) permetterebbe infatti di aggiungere altri sensori (che misurino la qualità dell’aria, il livello di rumore, l’umidità, ecc.) sulla base dell’infrastruttura già presente. Questa ulteriore sperimentazione permetterebbe di raccogliere informazioni importanti sul tema ambientale, energetico e della sicurezza.

Il direttore generale Marco Agostini racconta che il Comune di Venezia “intende acquisire, sviluppare e applicare metodologie di ricerca nel settore dell’elaborazione dei video da reti di telecamere, al fine di approfondire aspetti legati alla realizzazione di un sistema per il monitoraggio di veicoli per la razionalizzazione e la messa in sicurezza della mobilità terra-acquea nel Comune di Venezia e con la prospettiva della città metropolitana anche alla luce della necessità di ripensare l’attuale sistema ARGOS e il suo gemello HYDRA sul canale della Giudecca. L'amministrazione e il commissario Zappalorto – riprende Agostini – hanno deciso di investire per il rinnovo (completo o parziale) del sistema individuando IUAV quale primo interlocutore per le sue competenze in ambito di visione artificiale ed algoritmi di elaborazione automatica delle immagini da affiancare a Venis spa quale soggetto tecnico per la gestione dell’intero sistema comunale, del Centro Servizi Tecnologici e della rete a larga banda in fibra ottica e wireless”.

“I sistemi di video sorveglianza automatica sono al giorno d’oggi molto avanzati – spiega il professor Andrea Prati del Dipartimento di Progettazione e Pianificazione in Ambienti Complessi dell’Università IUAV di Venezia, responsabile scientifico del progetto – tanto da permettere l’individuazione, il tracciamento e la classificazione degli oggetti in movimento, siano esse persone, automobili o natanti. L’attuale sistema è limitato dall’uso di telecamere di parecchi anni fa e dal non accesso al software per l’elaborazione delle immagini. Questo protocollo pone le basi per la riprogettazione del sistema, utilizzando un hardware più recente e più performante e sviluppando algoritmi di elaborazione automatica. La speranza è che la versione 2.0 del sistema possa non solo fornire utili informazioni statistiche sul flusso di natanti a Venezia, ma anche permettere di raccogliere dati più attendibili per le indagini a seguito di effrazioni o eventi particolari. Inoltre, potrà fornire allarmi in tempo reale su eventi potenzialmente pericolosi per la circolazione marittima. Tutto questo – conclude – nel pieno rispetto della privacy di cittadini e turisti".

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