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Con la crisi si perdono lavoro e via: lievitano i senzatetto a Venezia

Davanti alle Barche a Mestre raccolta di coperte per i clochard della città. Con il freddo che si fa sentire. Sempre più italiani e sempre più giovani

Segno dei tempi e della crisi. A Venezia cambia il profilo dei senza dimora: non si tratta più soltanto di anziani, come solitamente accadeva, ma si registra un netto aumento del numero di persone in età lavorativa che, nel giro di poco tempo, hanno perso il lavoro, la casa, gli affetti. Lo sottolinea il vicesindaco e assessore comunale alle Politiche sociali, Sandro Simionato, presentando il progetto "Senza Dimora" del Servizio Promozione inclusione sociale del Comune di Venezia.

Confrontando i dati dei primi sei mesi del 2013 con quelli dello stesso periodo del 2012, si nota un aumento delle persone contattate dagli operatori la prima volta, passate da 252 a 332; di questi il 25% sono italiani, il 56% sono cittadini europei, il 14,5% africani e il 4,5 asiatici. Nel corso dell'anno, tramite i vari progetti e dispositivi attivati, gli operatori riescono a raggiungere circa 500 persone. Le risorse a disposizione diminuiscono - è stato sottolineato - i casi aumentano, ma il Comune di Venezia risponde come ogni anno all'emergenza freddo e, con la collaborazione di tanti soggetti pubblici e privati, implementa i servizi permanenti a favore delle persone senza fissa dimora: da quest'anno ci sarà anche la possibilità di ricevere assistenza post ospedaliera e imparare a coltivare la terra per avere nuove opportunità di lavoro.

"IO, CHE DORMO AL BINARIO DELLA STAZIONE PRESO A CALCI"

"Nell'eterna contraddizione di una cittadinanza che vive con spirito caritatevole ma, allo stesso tempo, anche con profondo fastidio il problema delle persone senza dimora - spiega il vicesindaco - l'amministrazione comunale continua a fare tutto il possibile sia per affrontare l'emergenza del periodo invernale sia per offrire costantemente un supporto a queste persone. Ai servizi già in essere, come ad esempio l'accoglienza notturna e diurna, le docce o l'assistenza legale, da quest'anno se ne stanno aggiungendo altri, grazie alla rete di associazioni, gruppi e istituzioni che lavora con i senzatetto".

Si tratta dei progetti "Dimissioni protette per i senza dimora" per l'accompagnamento sanitario rivolto a chi è stato dimesso dall'ospedale e non ha un posto dove andare; "Asempà - Le mani in terra" per imparare a coltivare un orto e utilizzare questa esperienza per trovare poi un'occupazione; e infine la gestione della frequentazione, da parte dei senzatetto, della biblioteca Vez di Mestre, un luogo caldo e confortevole dove passare il tempo e avere l'opportunità di leggere, documentarsi, navigare in Internet, nel rispetto degli spazi e di tutti gli utenti, grazie alla presenza dei bibliotecari e di "pari", in grado di gestire situazioni di difficoltà.

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