Terremoto sulle spiagge venete, l'Europa boccia la proroga delle concessioni al 2020

La Corte di giustizia di Bruxelles chiede maggiore apertura alla concorrenza nel settore. Ora spetterà ai giudici italiani pronunciarsi. Zoggia (Pd): "Il governo trovi soluzione subito"

La Corte di giustizia europea ha bocciato il meccanismo di proroga automatica sulle concessioni agli stabilimenti balneari in Italia, data l'assenza, anche all'assegnazione iniziale, "di qualsiasi procedura di selezione dei potenziali candidati". Un terremoto si profila all'orizzonte quindi anche per chi gestisce le spiagge del litorale veneto. Il sistema in atto, infatti, secondo i giudici di Bruxelles costituisce "una disparità di trattamento a danno delle imprese con sede negli altri Stati membri e potenzialmente interessate a tali concessioni, disparità di trattamento che è, in linea di principio, contraria alla libertà di stabilimento". Questa pronuncia non risolve direttamente la o le controverse nazionali da cui si era partiti e sulla base di cui era stato effettuato il rinvio pregiudiziale alla Corte Ue. Si tratta dell'interpretazione del diritto dell'Unione. Ora spetterà al giudice nazionale competente risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte. "In Italia - si legge nella nota della Corte di giustizia - la normativa nazionale ha disposto una proroga automatica e generalizzata della data di scadenza delle concessioni rilasciate, anche senza previa procedura di selezione, per lo sfruttamento turistico di beni demaniali marittimi e lacustri (spiagge in particolare). La scadenza è stata da ultimo rinviata al 31 dicembre 2020". 

E' proprio questa proroga a finire nel mirino e a trovarsi ora in bilico. L'articolo 12 della direttiva europea sui servizi "concretizza la libertà di stabilimento nonché i principii di non discriminazione e di tutela della concorrenza. Si contempla l'ipotesi specifica in cui, tenuto conto della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato. In tale contesto, essa prevede che gli Stati membri possano subordinare un'attività di sfruttamento economico a un regime di autorizzazione". 

Con l'odierna sentenza, la Corte sottolinea, anzitutto, che spetta al giudice nazionale verificare, ai fini dell'applicazione della direttiva, se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali. Nel caso in cui la direttiva sia applicabile, la Corte precisa, poi, che il rilascio di autorizzazioni relative allo sfruttamento economico del demanio marittimo e lacustre deve essere soggetto a una procedura di selezione tra i potenziali candidati, che deve presentare tutte le garanzie di imparzialità e di trasparenza (in particolare un'adeguata pubblicità). Insomma, niente proroga automatica delle autorizzazioni. "Il principio della certezza del diritto - conclude la Corte -, che mira a consentire ai concessionari di ammortizzare i loro investimenti, non può essere invocato per giustificare una siffatta disparità di trattamento, dal momento che le concessioni sono state attribuite quando già era stato stabilito che tale tipo di contratto (che presenta un interesse transfrontaliero certo) doveva essere soggetto a un obbligo di trasparenza". Ora tutto sta a capire cosa succederà, perché la palla da Bruxelles passa di nuovo a Roma. Sarà un giudice italiano a doversi esprimere sui ricorsi di chi non ha ottenuto la proroga della propria concessione, e che quindi ha deciso di sollevare la questione anche all'Unione Europea.

ZAIA: "GLI EUROBUROCRATI COLPISCONO ANCORA" - “Ecco una dimostrazione del perchè di questa Europa non sappiamo cosa farcene - commenta il presidente del Veneto, Luca Zaia - Il Veneto, gli operatori veneti, la prima economia del Veneto, si aspettano una reazione dura e inequivocabile dal nostro Governo. Gli euroburocrati stanno distruggendo l’economia turistica delle spiagge italiane e venete. E’ evidente che chi ha scritto quelle norme vive dove ci sono solo scogliere e non sa quanti e quali investimenti servono per rendere una spiaggia accogliente, moderna, pulita”. Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta “con sgomento e totale contrarietà” la decisione della Corte Europea. "Questa non è una liberalizzazione - continua - è l’azzeramento stolto di un’intera imprenditoria, la cancellazione di una tradizione che si traduce in qualità, la messa a rischio di posti di lavoro".

Preoccupato anche il deputato veneziano del Partito Democratico, Davide Zoggia: "Il pronunciamento negativo della Corte di Giustizia dell'Ue sulla proroga delle concessioni demaniali marittime può inferire un colpo ferale al sistema turistico balneare del Veneto - ha dichiarato - La direttiva europea certo, va rispettata, ma a questo punto é necessario che il governo trovi immediatamente gli strumenti che permettano alle imprese del nostro territorio di non vanificare gli investimenti realizzati, tutelando la propria attività. E'necessario, in merito alle concessioni balneari, preservare chi ha gestito con grande impegno e passione le spiagge. Una linea strategica e fondamentale per il nostro territorio che grazie a questa peculiare offerta turistica vanta un primato di presenze in arrivo da tutta Europa. Tutelare gli investimenti fatti é fondamentale altrimenti nessuno più investirebbe nelle strutture e l'incuria e l'abbandono causerebbero anche una rovina in termini ambientali per tutto l'ecosistema. Qui si parla di un patrimonio naturalistico che ha la stessa dignità del nostro patrimonio storico-artistico. Ci vogliono misure urgenti che tamponino una normativa che sul comparto turistico produce effetti negativi, mettendo a rischio l'elevato standard qualitativo dei servizi offerti dalle aziende turistico-balneari del Veneto".

"La sentenza odierna della Corte di Giustizia europea, - evidenzia Matteo Zoppas Presidente di Confindustria Venezia- che si pronuncia negativamente circa la proroga delle concessioni demaniali marittime al 2020 è una notizia che ci aspettavamo, ma che andrà interpretata e letta in profondità nei prossimi giorni per  vedere che spazi di manovra ci possono ancora essere. Il nostro Paese ha continuato a rimandare per anni su una questione strategica per il comparto turistico-balneare, a differenza di altri che hanno legiferato con un unico obiettivo, ovvero tutelare le imprese e l'indotto occupazionale. Ora è più' che mai necessario che il Governo appronti una forte azione per evitare che questo importante patrimonio economico venga disperso con rilevanti cadute sociali. Noi non chiediamo di boicottare la sentenza, ma di rendere compatibile il rispetto della normativa con le attività di un settore rilevante della nostra economia, anche in termini di tutela ambientale, perché forse si dimentica talvolta questo aspetto. Spero che al più presto i concessionari delle nostre spiagge possano superare il gap rispetto a quelli di Paesi concorrenti che attualmente hanno un chiaro vantaggio derivante dalla certezza d'impresa acquisita con una proroga duratura che permette pianificazione, investimenti e miglioramento dell'offerta turistica".

Sulla sentenza é intervenuto anche Angelo Macola, presidente Assitai, Associazione delle imprese del turismo all'aria aperta: "In attesa di verificare il dispositivo della sentenza, auspico che si lavori in modo da tutelare innanzitutto il tessuto socioeconomico  litoraneo nazionale e la professionalità  delle nostre aziende per non riservare alle spiagge italiane il destino degli aeroporti greci, ovvero che al demanio sia dato valore di urgenza e priorità, le gare inseriscano tra i requisiti di gara valutati, di alcuni fattori fondamentali quali la professionalità acquisita, l'avviamento, gli investimenti effettuati, gli ammortamenti, le migliorie apportate sulle infrastrutture e soprattutto una durata delle concessioni rapportata alla quantità e qualità degli investimenti. Solo così si potrà selezionare la proposta migliore non solo da un punto di vista economico, ma anche dal lato della tutela delle peculiarità sociali dei territori e delle imprese".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Incidente in auto nel pomeriggio: morto un 19enne di Mira, grave un suo coetaneo

  • Schianto tra un'auto e uno scooter, morto un 17enne

  • Zaia contro il Dpcm: «Posso spostarmi in una metropoli e non tra Comuni con meno di 5mila abitanti»

  • Oroscopo Paolo Fox oggi 2 dicembre 2020, le previsioni segno per segno

  • Coronavirus, bollettino di oggi: i numeri in Veneto e provincia di Venezia

  • Schianto in moto, morto un uomo

Torna su
VeneziaToday è in caricamento