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Casinò, nuova condanna per il Comune per condotta antisindacale: "Non si ripeta più"

Ricorso dei sindacati accolto dal giudice del lavoro dopo le sostituzioni di addetti in sciopero tra fine maggio e inizio giugno con quadri o dirigenti per evitare la chiusura

Nuova condanna per condotta antisindacale per il Comune nell'ambito del braccio di ferro che ruota attorno alla riorganizzazione del Casinò. Stavolta, dopo il primo round perso per la sostituzione degli ispettori comunali nel periodo delle scorse feste natalizie, il giudice del lavoro ha dato ragione ai sindacati anche per quanto riguarda i rimpiazzi degli addetti alla sala slot e alle tessere con dirigenti durante le proteste del 24 e 29 maggio e dell'1 e 2 giugno. Ciò che più conta è che viene vietato a Ca' Farsetti di continuare con lo stesso schema in futuro, nell'intento di evitare chiusure e perdite d'incassi. 

"Sostituzioni da censurare"

Nell'accogliere il ricorso presentato da Fisascat Cisl e Slc Cgil, il giudice ha evidenziato che "le sostituizioni censurate sono pacificamente consistite nello svolgimento di attività essenziali per garantire l’operatività della Casa da gioco, ma non hanno per ciò stesso vanificato completamente l’efficacia dello sciopero in quanto lo sciopero stesso ha comunque comportato la chiusura della sede di Venezia con grave disagio per l’utenza e ovvie consistenti ripercussioni economiche per la società. Ciò non vale ovviamente ad escludere in radice la contestata antisindacalità, che ben può sussistere anche se lo sciopero ha comunque in parte spiegato i suoi effetti in termini di disagio per utenza e azienda".

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