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"Ha infangato la sua Capitaneria" Condannato per danni d'immagine

Sentenza della Corte dei Conti per un maresciallo ed ex vicecomandante della Capitaneria di Caorle, classe 1963. I fatti risalgono al 2003-2006

“Ha abusato dell’appartenenza alla Marina Militare, mortificando continuativamente l’appartenenza all’Arma e la propria divisa a fini delittuosi e di arricchimento personale”. Tradotto: “Ha infangato l’Arma”. E’ con questa motivazione che un maresciallo, ex vicecomandante della Capitaneria di porto di Caorle, è stato condannato a pagare seimila euro più gli interessi e le spese giudiziarie. Il militare a Caorle era un pezzo grosso, all’epoca dei fatti ricopriva la carica di capo ufficio diporto dell’ufficio circondariale marittimo. Come riporta la stampa locale, sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i suoi comportamenti tra la primavera del 2003 e l’estate del 2006.

Il militare era stato condannato inizialmente per concussione, poi dalla Cassazione per Induzione indebita a dare o promettere utilità. Ma cosa combinava il maresciallo? Il giudice aveva accertato che in una trentina di occasioni aveva costretto il titolare di un’agenzia nautica di Marghera a versare 100 euro per ciascuna pratica.

Ma questo è un nuovo capitolo, stavolta la condanna arriva dalla Corte dei Conti. Il motivo: Danno d’immagine nei confronti della Capitaneria di Porto e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La difesa dell’ex vicecomandante ha sottolineato la difficile situazione economica del diretto interessato e la lunga serie di encomi e note di merito ottenute fino a quel momento. Ma non è bastato.

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