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Condannato il minore, presunto simpatizzante Isis, che disse "ci vuole una bomba a Rialto"

La sentenza mercoledì nel Tribunale minorile. L'accusa aveva chiesto una reclusione di 4 anni, stabilita una pena di 4 anni e 8 mesi. Udienza preliminare vicina per gli altri 3 arrestati

Era stato arrestato assieme ad altri 3 connazionali maggiorenni con l'accusa di ordire un possibile attentato a Venezia. Anzi, secondo l'accusa era stato lui a proferire quella frase intercettata dagli inquirenti secondo cui "se metti un bomba a Rialto guadagni subito il Paradiso". A distanza di meno di un anno dall'operazione congiunta condotta da polizia e carabinieri è arrivata la condanna in primo grado per l'unico minorenne tra i presunti simpatizzanti dell'Isis finiti in manette: si tratta di un 17enne kosovaro che spesso faceva capolino nei due appartamenti del centro storico in cui si incontrava il gruppo di amici con presunte simpatie per l'Isis. 

L'intercettazione shock: "Ad avere una bomba a Rialto..."

La sentenza

Mercoledì mattina, verso le 13, la lettura del dispositivo nel Tribunale minorile: condanna a 4 anni e 8 mesi con rito abbreviato, istituto che consente di beneficiare dello sconto di un terzo della pena. Nessun dibattimento e decisione del giudice solo sulla base delle "carte" raccolte durante le indagini. Il 17enne, che ora si trova detenuto in una struttura per minorenni in Sardegna, si è sempre dichiarato innocente. Il suo avvocato difensore, Luigi Quintarelli, ha chiesto il proscioglimento dell'imputato, ma il giudice l'ha pensata diversamente. Il procuratore titolare delle indagini, Mansueto Crepaz, aveva chiesto al termine della sua requisitoria una pena di 4 anni di reclusione. La condanna alla fine si è rivelata superiore

Le intercettazioni

Il grosso del processo ("che si è sviluppato in un'atmosfera di cupezza disdicevole", ha commentato l'avvocato Quintarelli) si è giocato principalmente sull'effettiva utilizzabilità delle intercettazioni ambientali raccolte dagli investigatori all'interno dei due appartamenti diventati riferimento per il gruppo di kosovari. Lì si incontravano per guardare insieme video di propaganda dell'Isis su Youtube e discutere di politica internazionale. Sono state proferite preoccupanti frasi che hanno indotto le forze dell'ordine a organizzare un blitz notturno con le forze speciali, evitando che il sogno di una possibile "bomba a Rialto" potesse tramutarsi in realtà. Il legale del ragazzo ha chiesto che la reclusione fosse scontata in comunità, ma è stata rigettata. Ora l'attenzione si sposta sugli altri 3 coinvolti nel blitz di fine marzo: tra poco più di un mese è prevista per loro l'udienza preliminare.

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