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Riciclaggio del "tesoro" di Felice Maniero: Di Cicco condannato a 4 anni e 10 mesi

L'ex cognato di "Faccia d'angelo" aveva confessato di aver ricevuto 11 miliardi di lire, ma l'ex boss parlava di una cifra tripla. Prescrizione e assoluzione per la sorella di Felicetto

Condannato a 4 anni e 10 mesi di reclusione, con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa che resta ancora in piedi. Questa la sentenza con rito abbreviato per Riccardo Di Cicco, l'odontoiatra fiorentino, ex cognato di Felice Maniero, accusato da quest'ultimo di aver ricevuto e riciclato parte del tesoro racimolato attraverso l'attività criminale della Mala del Brenta senza però poi far tornare tutto alla "base". Accuse che in parte sono state confermate dallo stesso Di Cicco, che ha confessato di aver ricevuto e "lavato" per l'ex boss 11 miliardi di vecchie lire: "Giudicatemi solo per questo", aveva dichiarato davanti al giudice per le udienze preliminari, Massimo Vicinanza. Come a dire, "di soldi in più no so nulla".

"Perde" la versione di Felice Maniero

Secondo i pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia lagunare, Paola Tonini e Giovanni Zorzi, invece, in base agli elementi raccolti nelle indagini, il "tesoro" sarebbe stato più esteso e avrebbe sfiorato i 33 miliardi di lire, di cui solo 6 o 7 restituiti a Faccia d'Angelo (questo l'avrebbe dichiarato anche l'ex boss nei verbali). La pena più lieve rispetto alle richieste dei magistrati indica che il giudice non ha creduto "troppo" alle parole di Maniero. Anzi, per i 22 miliardi di lire che mancherebbero all'appello sia Di Cicco, sia Noretta Maniero (sorella di Felicetto ed ex moglie dell'imputato) sono stati assolti perché "il fatto non sussiste". Per entrambi anche delle prescrizioni per alcuni episodi di riciclaggio lontani nel tempo. Per Di Cicco, difeso dall'avvocato Giulio Venturi, che si appresta a presentare ricorso in Appello, è giunta anche la condanna al pagamento di 14mila euro di multa. 

Battaglia sui sequestri

La battaglia ora si sposta anche sui beni confiscati dalle autorità dopo lo scoppio della vicenda: a carico di Felice Maniero è stata ordinata la confisca di beni e denaro (o altra utilità) per 2 milioni di euro, mentre ci sarà il dissequestro dei beni tolti dalla disponibilità di Di Cicco e di Noretta Maniero. Rimangono ancora "off limits", invece, i beni requisiti a Michele Brotini, il broker finanziario arrestato insieme a Di Cicco. Quest'ultimo ha scelto il procedimento ordinario, quindi si andrà a dibattimento. 

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