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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca Caorle

L'ombra della Camorra sul "coccobello" nelle spiagge venete

Condannati per tentata estorsione con l'aggravante del metodo mafioso due fratelli e un complice napoletani dopo un'aggressione del 2010

L'ombra della Camorra sul cocco venduto sulle nostre spiagge. Un mercato all'apparenza poco appetibile, che invece, evidentemente, è molto redditizio se alla faida familiare che nel 2010 si è risolta con un accerchiamento di cinque persone contro un venditore minacciato con una pistola in faccia viene contestata anche l'aggravante del metodo mafioso. La sentenza per quei fatti avvenuti a Caorle è arrivata nei giorni scorsi dal Tribunale di Venezia, come riportano i quotidiani locali.

Condannati a quattro anni di galera per tentata estorsione aggravata due fratelli della famiglia napoletana e un loro complice. Erano tre dei cinque aggressori, gli altri due, che avrebbero avuto un ruolo principale nella vicenda avevano scelto il rito abbreviato ed erano già stati condannati a quattro anni e otto mesi e quattro anni e due mesi. Uno dei due farebbe parte di un clan orbitante sul quartiere napoletano di Soccavo.

La faida era iniziata perché un altro ramo della famiglia napoletana (a confrontarsi erano i figli di due fratelli) aveva tentato di "inserirsi" nel business della vendita del cocco. Gli inquirenti avrebbero accertato, però, che sarebbe stato chiesto una sorta di pizzo da parte dei "cugini", che per far capire che facevano sul serio non hanno esitato a tirare fuori le pistole.

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