Cronaca

Confartigianato del Miranese: "Orari dei treni da rivedere"

L'associazione ha ricevuto molte lamentele da parte dei propri associati, sopratutto dai lavoratori che operano nel settore edile a Venezia

“Il nuovo orario ferroviario penalizza molte imprese del nostro comprensorio”. A sostenerlo è la Confartigianato del Miranese, dopo aver ricevuto da parte dei propri associati pesanti lamentele per i disservizi legati al nuovo orario cadenzato. Nel Miranese ci sono infatti centinaia di imprese del settore edile che portano operatori, tecnici e imprenditori a Venezia: si muovono in treno ma si scontrano con ritardi, cancellazioni o mezzi stracolmi su cui è impossibile salire. L’associazione di piccole e medie imprese, guidata da Guido Codato, pone la lente d’ingrandimento soprattutto sui disagi della linea Bassano-Venezia, quella che tocca le fermate di Noale-Scorzé, Salzano-Robegano, Maerne e Spinea.

Considerando i settori dell’edilizia, dei restauri e dell’impiantistica, Noale conta 166 imprese, Scorzé 226, Salzano 185, Spinea 180 e Martellago 208. Molte di queste lavorano anche nei cantieri veneziani. “Da tempo i lavoratori chiedono una miglior distribuzione dell’orario ferroviario, in modo da avere più corse nelle ore di punta, ma non sono ancora arrivate risposte concrete - spiega il segretario della Confartigianato del Miranese, Damiano Dori - . Per i nostri associati il problema è molto sentito, perché i disagi ferroviari provocano conseguenze negative dal punto di vista lavorativo. Centinaia di lavoratori si recano nel centro storico di Venezia ma i treni Regionali Veloci spesso viaggiano semivuoti, mentre nelle stazioni di Salzano e Spinea molti convogli non fermano e così i pendolari restano a piedi”.

“In alcune fasce orarie le corse sono troppo frequenti, in altre il servizio non esiste – prosegue Dori -. Crediamo che Trenitalia non possa essere più considerato un interlocutore privilegiato perché interpreta il trasporto locale con vecchi schemi: in un territorio così popolato serve una maggior efficienza. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, l’assessore Chisso ormai ha esaurito la propria fase propulsiva”.

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