Battisti, Cassazione conferma l'ergastolo

Convalidata la sentenza della corta d'Appello, che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di commutazione della pena in 30 anni di reclusione

No alla cancellazione dell'ergastolo per Cesare Battisti. A deciderlo la Cassazione, che ha dichiarato oggi inammissibile il ricorso proposto dall'ex terrorista contro l'ordinanza con cui il 17 maggio scorso la Corte di assise di appello di Milano aveva negato la commutazione della pena dell'ergastolo in quella di 30 anni di reclusione.

Confermata la decisione della corte d'Appello

Le questioni sollevate con il ricorso, respinto, «concernevano - sottolinea la Suprema Corte - la persistente efficacia dell'accordo di commutazione della pena stipulato tra le Autorità italiane e brasiliane, in vista dell'estradizione dal Brasile, poi non avvenuta, nonché la legittimità della procedura culminata nell'espulsione del condannato dalla Bolivia». La Corte di Cassazione ha ritenuto corretta la decisione presa in appello. Confermato, quindi, il carcere a vita per Battisti.

Gli omicidi

Una delle vittime degli omicidi ammessi da Battisti era Lino Sabbadin, ucciso a Santa Maria di Sala il 16 febbraio 1979: in quell'episodio Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini. Dopo la sentenza d'appello, la difesa di Battisti avrebbe annunciato l'intenzione di ricorrere in Cassazione.

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