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Eni e Saipem, sciopero confermato. Guidi: "La chimica italiana non sarà smantellata"

L'incontro al ministero dello Sviluppo economico di martedì non ha dato i frutti sperati, con la multinazionale che intende trovare un partner per dare seguito agli investimenti

Non ci sono passi avanti sulla vicenda Versalis. I sindacati, quindi, confermano lo sciopero del 20 gennaio, durante il quale i lavoratori Eni e Saipem incroceranno le braccia per otto ore. Il tavolo di martedì al ministero dello Sviluppo economico non ha di fatto sbrogliato la matassa, ma si è rivelato utile quanto meno per capire le posizioni in campo in vista di un prossimo incontro: il ministro Federica Guidi difende l'autonomia del gruppo ma chiede un progetto solido, Eni ribadisce la necessità di un partner che investa, per la trasformazione dei siti critici come quello di Porto Marghera, mentre i sindacati non vogliono finire nelle mani di fondi finanziari che non danno loro garanzie.

Un incontro interlocutorio, secondo Giuseppe Callegaro, segretario provinciale della Femca Cisl di Venezia. "Non si perda tempo - ha commentato - a verificare possibili soluzioni, come l'ingresso di cassa depositi e prestiti per mantenere la maggioranza della società in mani italiane e per trovare risorse utili a garantire il rispetto degli accordi sottoscritti e la realizzazione degli investimenti previsti. Come Femca Cisl di Venezia non chiudiamo le porte a un possibile partner, ma deve avere gambe forti, solidità finanziaria e progettuale per dare le garanzie di sostenibilità di un'operazione di politica industriale e di sviluppo così complessa".

Sul piatto il futuro della chimica dell'Eni, con otto impianti che danno lavoro a circa 6mila persone, tra diretti e indotto. Il gruppo petrolifero, che puntando sulla chimica verde ha sostanzialmente risanato il business per anni gravato da ingenti perdite, ha annunciato la ricerca di un partner per garantire continuità al piano investimenti sviluppato, assicurando il programma di sviluppo di Versalis e rafforzandolo ulteriormente. Il nome circolato è quello del fondo Sk Capital che però, per i sindacati, non dà garanzie. I rappresentanti dei lavoratori invocano un impegno diretto del gruppo petrolifero e del governo, invece oggi, come ha spiegato il segretario della Cgil Susanna Camusso, "l'Eni non ha assunto alcun significativo impegno rispetto al tema fondamentale che noi abbiamo posto: il destino della chimica e della chimica verde in questo Paese". E quindi la mobilitazione continua, con lo sciopero del 20 gennaio confermato.

Il ministro Guidi ha assicurato che il Governo non è intenzionato a smantellare la chimica in Italia. "Pur nel rispetto dell'autonomia gestionale dell'Eni, - ha specificato - seguiremo con attenzione gli sviluppi del piano relativo affinché si realizzi un progetto solido, che dia prospettive di crescita e occupazionali".

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