Cronaca

Actv in crisi, servono 34 milioni per "tappare" il buco nel bilancio

Il trasporto pubblico veneziano ancora in difficoltà, si cerca di tagliare le spese e aumentare la produttività, ma bisogna accelerare subito

Consiglio comunale straordinario giovedì, sul tavolo c'è ancora una volta la difficile situazione in cui versa il trasporto pubblico veneziano, in perdita da ben cinque anni e in grado di restare a galla solo grazie alle poste straordinarie.

MOMENTO DI CRISI – Il primo a prendere parola è stato il dirigente Avm Giovanni Seno, che ha denunciato la vulnerabilità dell’azienda, sottolineando come buchi come quello del 2012, ben 17,6 milioni, pesino ancora sul bilancio societario. Tra taglio dei finanziamenti pubblici e piano industriale Actv ha bisogno di recuperare entro il 2016 circa 50 milioni di euro. La prima tranche è arrivata dal taglio dei costi dei dirigenti (- 30%), dal risparmio sui cantieri di tram e interventi pubblici e grazie alla spending review, ma bisogna trovare ancora 34 milioni che l'azienda conta di recuperare tra lotta all'evasione, aumento di produttività e grazie ad un nuovo contratto con Ve.la. Actv spende poi 10 milioni in manodopera esterna, un costo che va assolutamente internalizzato.

MOZIONE DI SFIDUCIA – È iniziato quindi il carosello delle accuse, con i sindacati in prima linea per chiedere la testa dei responsabili del buco dell'anno passato. Si chiede maggiore attenzione verso i “portoghesi”, riqualifica del personale di navigazione e migliore manutenzione dei mezzi. Poi le accuse si sono concretizzate in una mozione di sfiducia al sindaco, presentata da Sebastiano Costalonga e votata da tutta l’opposizione, mentre la maggioranza presentava il suo ordine del giorno. Le accuse al primo cittadino sono di aver nominato persone che hanno portato l'azienda sul baratro e la minoranza ha quindi chiesto le dimissioni di Giorgio Orsoni. Anche la maggioranza ha fatto sentire la sua voce, domandando la tutela legale del diritto alla mobilità dei cittadini, la modifica della macrostruttura di Avm, proponendo l'entrata nel mercato commerciale da parte di Actv e concludendo con la richiesta di valutazione sul sistema Imob, che ancora non sembra funzionare a dovere. La mozione della maggioranza tuttavia non è stata volta perché è ancora una volta caduto il numero legale.

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